TG1N1 – un’informazione mortale

Novembre 12, 2009 at 10:58 pm (Annunci, Opinioni&Pensieri, Passaparola) (, , , , , , , , , , , , , )

Negli ultimi tempi è allarme epidemia. La famosa influenza suina dovuta alla contrazione del virus di sottotipo H1N1 tiene banco nei principali telegiornali italiani (e non) e la vicenda assume dei tratti spesso fastidiosi. Chi si sintonizza sui vari canali infatti potrà ammirare continue immagini di persone imbavagliate che usano mascherine, guanti e precauzioni di ogni tipo per non contrarre il virus, per non parlare ovviamente delle parole utilizzate da chi il servizio lo fa: ALLARME, SOSPETTO, EPIDEMIA, PANDEMIA, ALLERTA, SINTOMI PREOCCUPANTI, EMERGENZA, PERICOLO e la preferita da ogni amante delle alte tirature….MORTE. In pratica ogni giorno viene redatto un bollettino di guerra, con morti, feriti, possibili casi sospetti e l’immancabile riferimento al vaccino miracoloso che protegge da questo scempio della natura, questa calamità che non permette scampo se non si va subito ad acquistare il miracoloso unguento.

Io non uso spesso parolacce in questo blog, ma credo sia doveroso da parte mia avvertire chi mi legge che queste sono tutte STRONZATE. E’ l’ennesimo esempio di come la vita umana non conti nulla per le grandi multinazionali farmaceutiche che hanno un solo semplice scopo. Vendere fumo per fare denaro. La piccola variante in questo caso è che non si limitano a vendere fumo, ma commerciano VELENO.

La suina è un’influenza normalissima, che causa febbre alta per qualche giorno e normali sintomi influenzali che si possono presentare in maniera diversa da paziente a paziente. Che qualcuno ci sia morto di questa influenza è una cosa normale dato che, e sembrerà strano, anche le comuni influenze che abbiamo visto in passato hanno causato e causeranno morti. Anzi, questa ne causa addirittura meno di quanto hanno fatto altre influenze. Qual è dunque la differenza con le precedenti? E’ semplice, la suina ha uno sponsor imbattibile: I MASS MEDIA.

Telegiornali e giornali spingono all’acquisto di un vero e proprio veleno. Il vaccino tanto sponsorizzato può distruggere alcune componenti fondamentali del sistema nervoso, ha già causato alcuni morti e può provocare danni gravissimi quali la Sindrome di Guillain Barrè. NON VACCINATEVI! E’ UNA SEMPLICE INFLUENZA, NON CAUSA DANNI PIU’ GRAVI DI ALTRE NORMALISSIME INFLUENZE. IL VACCINO AL CONTRARIO E’ MOLTO PERICOLOSO, in quanto contiene mercurio e squalene, che producono effetti devastanti nell’organismo umano se assunti sottopelle. NON ASCOLTATE I TELEGIORNALI, non alimentate un panico inutile e dannoso, di certo per le persone, non per le multinazionali produttrici di vaccini.

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Il diritto di non essere d’accordo

Novembre 6, 2009 at 5:56 pm (Opinioni&Pensieri, Politica) (, , , , , , , , , , , , , , , , , , , )

Scusate se ritorno a scrivere dopo tanto tempo ma i miei impegni televisivi con la partecipazione per l’emittente di TeleLaika e varie ed eventuali mi hanno sottratto del tempo.

Leggo pochi giorni fa che alcuni giudici di Salonicco, in Grecia, hanno incriminato gli studenti che dall’inizio dell’anno scolastico hanno manifestato il loro dissenso nei confronti delle riforme scolastiche che si stanno varando nel loro paese. I giudici vogliono quindi condannare a 5 anni di carcere gli studenti che hanno occupato scuole e facoltà.

Leggevo invece qualche giorno fa che un coraggioso studente iraniano, Mahmoud Vahidnia, ha ”sfidato” Khamenei chiedendogli come mai nel suo paese non è permesso criticare il potere perchè altrimenti si finisce in galera o si fa la fine del topo. Dopo poco tempo esce fuori la notizia che il ragazzo è stato arrestato, notizia poi smentita e di conseguenza non ho ancora capito bene cosa è successo a questo ragazzo, anche se la cosa più importante non è che sia stato arrestato o meno, ma che il suo intervento abbia fatto notizia.

Ci sarebbero altre decine di esempio da fare, ma penso che i giornali ne parlino abbondantemente e magari qualche volta anche in modo corretto, se si è fortunati. Quindi mi limiterò a fare una riflessione personale: ma è ancora possibile (o lo è mai stato) DISSENTIRE? Dire no a quello che i vertici del potere del nostro Paese decidono per noi come azioni per il nostro benessere? Certo io parlo da italiano e quindi i vertici del potere si limitano a fottersene della sovranità popolare impedendoci di agire sulla pubblica cosa.. ma ognuno di noi si rende conto che in un numero sempre maggiore di paesi la gente è vittima di un potere autoritario e che non lascia loro scampo nemmeno di dissentire? Non sono liberi di dire “NO!”

Il sistema piramidale sul quale si fondano molte delle attuali società non permette, a chi sta alla base di questa piramide, di ribellarsi pacificamente a un’ingiustizia. Occupare, scioperare, protestare, dissentire sono azioni che non vengono consentite. Il potere si è rinchiuso in una bolla inattaccabile, insovvertibile e a chi va meglio si becca un La Russa, un Maroni, un Berlusconi. A chi va peggio capita di essere ucciso in piazza o arrestato. Si può rimanere in silenzio di fronte al silenzio imposto?

(chiedo scusa se la fonte sono il Tg1 e il Tg2, ma comunque hanno riportato la notizia delle critiche)

 

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Parte TeleLaika!

Ottobre 15, 2009 at 6:05 pm (Opinioni&Pensieri)

TeleLaika

E’ partita da oggi TeleLaika, la rubrica del futuro. Ispirata al grande scrittore e giornalista Fulvio Abbate, TeleLaika omaggia anche la triste storia della cagnolina russa Laika che, il 3 Novembre 1957 lasciò la Terra (in tutti i sensi), per partire alla volta dello spazio, immolandosi alla causa spaziale russa. Sacrificio necessario per il bene del progresso? Episodio tra i più eroici della storia canina? Semplice stronzata degli ingegneri aerospaziali russi? La cosa non ci frega più di tanto. Noi vogliamo bene a Laika, non ci sentiamo Laika. Da quassù la Terra ci appare più nitida, meno complicata. Noi la vediamo con una visuale diversa, diciamo più Laika.  La vediamo nei suoi pregi e nei suoi difetti, e ne parliamo attraverso TeleLaika, la rubrica di chi, come Laika, rimane impassibile, onesta, coraggiosa, inflessibile, seppure consapevole (perchè Laika un pò lo era), che sta andando a prendersela nel..lo spazio. Telelaika.

Ecco la nostra prima trasmissione!

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Dexter

Ottobre 10, 2009 at 7:17 pm (Cinema,Teatro&Tv)

Capita spesso che, nella rubrica Cineforum, io consigli dei film che mi hanno particolarmente ispirato o colpito e che quindi io faccia una fugace recensione per indirizzarvi alla loro visione. Oggi però voglio parlarvi di una serie tv, a cui mi sono appassionato sempre di più al punto da divenirne quasi dipendente (aspettare una nuova puntata ogni settimana è un’agonia). Il settore delle serie tv è molto florido in questo periodo, nonostante i recenti problemi legati al rinnovo contrattuale degli sceneggiatori, e stanno emergendo nuovissime serie molto interessanti, che addirittura prevedono la collaborazione di sceneggiatori e soggettisti resi famosi dal grande schermo (non ultimo è da esplorare Flashforward, dal soggettista e co-sceneggiatore di Batman begins e The Dark Knight David Goyer). Dexter è uno di questi prodotti, e sinceramente credo che valga davvero la pena di conoscere questo straordinario personaggio.

Basato sul romanzo Darkly Dreaming Dexter (La mano sinistra di Dio) di Jeff Lindsay, la trama è semplice: Dexter Morgan ha fin da piccolo sentito la necessità fisica di uccidere, e questo rappresenta il suo più incoffessabile segreto. Il padre Harry, poliziotto di Miami, capisce che le esigenze del figlio sono inevitabili e quindi decide di controllarle attraverso un codice che il ragazzo deve seguire: il padre insegnerà al figlio come non lasciare tracce e non farsi scoprire, egli in cambio si impegnerà a uccidere solo chi se lo merita, ovvero assassini spietati sfuggiti per qualche motivo alla legge.

Il nostro protagonista è quindi una sorta di Dr. Jekill che di giorno finge una vita normalissima, lasciando all’oscuro chiunque, e di notte diventa un Mr. Hide vendicatore di chi l’ha fatta franca per errori della legge. Personalmente io trovo il telefilm molto bello, con un Michael C. Hall bravissimo a impersonare la doppia vita del protagonista e con gli altri personaggi minori (dalla sorella di Dexter, l’attrice Jennifer Carpenter figlia del famoso regista, al fantastico Erik King, alias il sergente Doakes) costruiti molto bene e che danno vita a una trama avvincente. In Italia sta uscendo la terza serie su Fox, la prima su Italia uno, mentre negli U.s.a. sono già alla quarta. La colonna sonora, a metà tra i colpi taglienti di un violino e i caldi ritmi cubani di una Miami ricca di vita, ricordano sempre che c’è una doppia vita del protagonista, che tutto si gioca sul binomio finzione/realtà, che noi spettatori seguiamo sempre la vicenda dal punto di vista di Dexter. Infine, meravigliosa la sigla iniziale, che con ironia ricorda la matrice violenta del protagonista anche nelle azioni più innocenti della quotidianità domestica. Eccola per voi. Buona visione!

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Così è deciso

Ottobre 8, 2009 at 1:07 pm (Opinioni&Pensieri, Passaparola, Politica) (, , , , , , , , , , , , , , , , , , , )

Il 7 Ottobre 2009 è stato deciso, da parte della Corte Costituzionale (l’organo che protegge la nostra Costituzione da eventuali leggi che la scavalchino), che il Lodo Alfano è INCOSTITUZIONALE, perchè vìola non solo l’articolo 138 sulle modifiche alla Costituzione, ma anche e soprattutto l’articolo 3 della Costituzione, cioè quello sull’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Ciò vuol dire che questa legge era illegale, anche perchè presentata come una legge ordinaria e non come una modifica alla carta fondamentale del nostro Paese.

Le immediate reazioni di Silvio Berlusconi sono sconcertanti, ma quelle le lascio ai quotidiani di cui si occuperanno meglio di me. Voglio solo mettere in guardia chi mi legge e chi ascolta il Premier di alcune astuzie retoriche che passano inosservate ma che sono in realtà importanti. Facciamo una vera e propria analisi delle parole.

 http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-15-minuti-di-sfogo-a-porta-a-porta/37770?video

Come si difende il Premier dai continui attacchi che subisce?

1 Non mostra mai le proprie debolezze e se le mostra le addita sempre a un carattere di gentilezza e bonarietà quasi ingenua, dettata dal troppo amore e che quindi cuce addosso a chi lo fa apparire debole l’immagine del bullo che compie un sopruso. Per questo dice sempre, “sono tranquillo”, ”vado avanti”, “non mi fermerò”, etc e amplifica la portata dei nemici, per cui Repubblica diventa “la maggioranza della stampa italiana”, Annozero diventa “tutta la Rai”. Mai mostrare una debolezza. C’è chi dice che Berlusconi non si ferma mai ai semafori rossi, ma anzi tuoni che sono semafori di sinistra che lo fermano ingiustamente.

2 Quando subisce un colpo, attacca comunque chi lo ha attaccato, attraverso querele e dichiarazioni tuonanti. Chiunque non sia con lui è un “comunista” o “uno di sinistra“. Come dissi già in questo blog, vige il principio “se non sei A, se contro A”, avvalendosi di un fantasma politico estraneo al nostro paese (il comunismo violento di Tito, di Stalin, etc..) come nemico pubblico di cui lui si fa oppositore strenuo. La difesa si basa di solito su un meccanismo vittimista, che ricorda i presunti soprusi subìti e li aggrava con frasi fatte e clichè, come il “mangiare bambini” o il fare riferimento a un colore politico, es. ”toghe rosse”, etc.

3 Legittima sempre il proprio potere richiamando all’ampio consenso dell’elettorato. Tira sempre fuori cifre “70% [...] 68,7%” e si accomuna alla “maggioranza” (parola più che abusata di questi tempi) degli italiani ponendosi come loro capo oltre che politico, ideale, morale e comportamentale. Lui PUO’ fare tutto ciò che fa perchè gli italiani lo hanno eletto. Il che va contro la democrazia perchè il voto degli elettori non dà diritto al Presidente del Consiglio di fare ciò che vuole, bensì di fare il bene del Paese, che non coincide con il bene di un singolo. “Gli italiani mi hanno votato”, “come vogliono i cittadini”, giustificano ogni sua azione.

4 Vengono adoperate numerosissime perifrasi ed eufemismi, che attenuano o caricano il significato delle frasi a seconda che danneggino o meno la figura del Premier. I problemi personali del Premier vengono fatti coincidere con i problemi del Governo (il Premier non è il Governo, perchè i problemi del Premier sono di una persona sola, quelli del Governo sono un problema politico e la differenza è tanta dato che ci si difende attraverso il consenso dell’elettorato). Ogni cosa può essere detta in mille modi e spesso si nega un’affermazione semplicemente affermandola con una frase più morbida.

5 Afferma sempre e con estrema fermezza una cosa. EGLI E’ SEMPRE E COMUNQUE DALLA PARTE DELLA VERITA’ E DELLA DEMOCRAZIA. Qualunque cosa accada.

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Un uomo finito?

Settembre 18, 2009 at 2:13 am (Opinioni&Pensieri, Politica) (, , , , , , , , , , , , , , , , , , )

 

Nel 1913 Giovanni Papini scriveva Un uomo finito, un libro la cui componente autobiografica svela la volontà di raggiungere nell’arte (della scrittura) il senso di una vita sentita come mediocre e blanda. Era il 1913 si, ma i disagi esistenziali di chi sente la propria vita troppo stretta su di sè e la considera un progetto mal riuscito, una profonda delusione dell’animo e delle proprie aspettative non hanno scadenza e attanagliano alcuni sensibili esseri umani da praticamente quando l’uomo ha imparato a reggersi in piedi.

Oggi noi italiani siamo spettatori e partecipi (sigh! sob!) di uno spettacolo quantomeno strabiliante, di una vita profondamente penosa, siamo gli occhi privilegiati dell’esistenza di un uomo che ormai può definirsi FINITO. “In che senso?” diranno alcuni, ora lo vediamo.

SILVIO BERLUSCONI (l’uomo in questione) è un uomo finito. In qualsiasi modo la si veda è un uomo finito, e lo dimostro. infatti ci sono diversi modi in cui egli possa intendersi finito, analizziamoli tutti.

1) Silvio Berlusconi è un uomo finito nel senso che è mediaticamente alla frutta. Oramai i suoi tentativi di nascondere e insabbiare ciò che è venuto a galla sono sfociati nel gran mare del ridicolo, del buffonesco, sono tentativi goffi di togliersi dalle sabbie mobili alla maniera del Barone di Munchausen; il suo magistero politico, basato su un ampio consenso generato da un impiego massiccio della televisione per lobotomizzare il pubblico italiano, sta cadendo. E questo non perchè le persone non siano più lobotomizzate (purtroppo sono in grande numero i suoi telesostenitori), ma perchè la sua eccessiva esposizione ai media lo ha condannato a dover convincere i telespettatori di cose assurde, e mentre prima era facile il solo mentire, adesso è più arduo reinventare completamente la realtà, ricreare un mondo dove gli asini volano.

2) Silvio Berlusconi è un uomo finito nel senso che è maturato completamente. Per quanto egli continui a ripeterlo, non è più giovane. Ha 73 anni, ha superato la boa degli ‘anta da prima che Jimmy Carter diventasse presidente degli Stati Uniti. Per cui, pur contro la sua volontà, non crescerà più. E’ finito, è maturato completamente per cui pare difficile che la sua statura possa aumentare, semmai è rapido il suo declino vertebrale, e si avvicina sempre più al pavimento, il suo grande nemico. Nel lungo processo di produzione degli esseri umani egli è uscito dalla fabbrica, pronto e impacchettato. E’ concluso.

3) Silvio Berlusconi è un uomo finito nel senso che è sessualmente spento. Per quanto arzillo e gargiulo, un 73enne è un 73enne. Nel caso di Berlusconi poi (e lo disse persino Feltri tempo fa), dopo aver avuto guai alla prostata, c’è poco da fare, l’apparato riproduttore delle libertà non funziona più tanto bene, ed evitando di soffermarci troppo sui suoi tentativi di restituire l’immagine di un Presidente del Consiglio priapeo (perchè mai dovrebbe essere importante in una carica pubblica avere la qualifica di inseminatore instancabile?), siamo di fronte a un maschio bianco decaduto sessualmente, che probabilmente si aiuta con farmaci e donne particolarmente facoltose (e danarose).

4) Silvio Berlusconi è un uomo finito nel senso che è mentalmente partito. Ormai Silvio Berlusconi non sa più quello che dice. Era un uomo scaltro, urbo, col fiuto per gli affari e col sorriso ammaliatore che sapeva bene quello che diceva (e proprio questa sua lucidità lo ha portato a essere e a fare ciò che è). Ma ora, oltre a essere alla frutta in termini di menzogne (vedi punto 1), è dal punto di vista medico completamente suonato. Non fa che dire cose improponibili e assurde, fuori orbita e fuori luogo, fuori di testa. Dice di essere “giovane e bello”, di essere “il miglior Presidente degli ultimi 150 anni”, di essere il più popolare presidente d’Europa, di essere capace di dormire poche ore a notte perchè il resto le passa facendo l’amore. Quest’uomo è profondamente malato, psichicamente inconcludente e disturbato.

5) Silvio Berlusconi è un uomo finito nel senso che matematicamente finito. Nonostante sia trapelato da qualche fonte anonima che Silvio Berlusconi, alla prossima conferenza stampa a Palazzo Chigi voglia affermare di essere nientepopodimenochè la radice quadrata di 2, Silvio Berlusconi è un oggetto matematico finito. Ce n’è uno solo (per fortuna) e rientra quindi nell’insieme dei numeri interi finiti. Anche se c’è chi giura di averlo visto duettare al mandolino con un pi-greco, vecchio compagno di serenate napoletane, il Cavaliere non può dirsi infinito.

Per tutti questi motivi Silvio Berlusconi è un uomo finito. Può dispiacere o meno ma la realtà è questa. Dato che comunque può piacere, ne approfitto per testare una nuova applicazione di questo blog per vedere quale di queste affermazioni sulla fine di Berlusconi sia la più auspicata, attesa e voluta. Anche se ammetto che io preferirei la sesta scelta. E cioè 6) Silvio Berlusconi è un uomo politicamente finito. * Buona scelta!

                                    

Ps: Beh oddio anche una fine biologica sarebbe auspicabile. Lo so lo so, certe cose non si augurano a un uomo. Ma lui non lo è più, ricordate?

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Sogno…

Settembre 8, 2009 at 4:09 pm (Opinioni&Pensieri, Politica) (, , , , , , , , , , , , , , , , , , , )

Sogno un mondo che non esiste.. sogno un mondo che non può esserci, dove il male non sia così endemico e dove ogni essere vivente pensi prima alle conseguenze che le sue azioni hanno sugli altri e solo poi a se stesso. Sogno di vivere libero da condizionamenti, da imposizioni sociali che mi fanno sentire un numero nel mondo, un signornessuno da riempire di informazioni, da fare stare buono, da intortare di notizie frivole e bugie. Sogno un mondo dove ciò che voglio sapere non sta relegato nell’area 51 o in chi sa quale palazzo a forma di pentagono, un mondo dove una grande e nuova tecnologia viene condivisa, non tenuta segreta e nascosta, per evitare che i profitti della vecchia tecnologia finiscano. Sogno un mondo dove la povera gente n0n è gente povera, dove sì ci sono i criminali (perchè il male è inestinguibile), ma sono la minoranza e comunque temano di esserlo. Sogno di stare attorno a persone che non vedono il danaro come l’unica fonte di felicità, il bene supremo, il dio a cui obbedire, ciò per cui fare qualsiasi cosa, anche indossare il giogo di un’esistenza fatta di stress e dolori, di superficialità e apparenza, di psicofarmaci e aggressioni domestiche. Sogno un mondo che non esiste.

Allora mi sveglio e inizio a sperare. Spero un mondo meno idilliaco di quello che sogno, ma pur sempre degno del mio sguardo. Spero in un mondo dove ci sono delle regole, che seppure vengono infrante vengono anche fatte rispettare. Spero in qualcuno che ci creda ancora a quelle regole, e a qualcuno che quelle regole ce le ha scritte dentro. Spero in qualcuno che sappia dire di no ai soldi e ai sogni di gloria, spero in qualcuno che sappia tenersi la sua dignità stretta e anche che riesca a guardarsi in faccia la mattina senza disgustarsi, a farsi guardare senza disgustare.

 

Ancora sto sperando, ma temo di iniziare a temere.. In Canada il premier Harper dona ad un museo un regalo ricevuto da parte di Berlusconi durante il G8 all’Aquila, perchè in Canada c’è una legge sul conflitto di interessi che impedisce alle autorità pubbliche di accettare regali superiori ai 1000 dollari. Il libro donato da Berlusconi ne costava 460mila di dollari, e di certo non sono stati tirati fuori dal nostro Presidente del Consiglio, ma da noi cittadini contribuenti. E moltiplicati per 7 (sempre che Berlusconi non ne abbia fatto fare una copia anche per sè, cosa ahimè probabile).

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/libro-canada/libro-canada/libro-canada.html

Questa di certo è una delle cose meno gravi fatte da Berlusconi nella sua purtroppo lunga vita, ma la rabbia cresce dentro di me comunque e mi chiedo: quanto ancora dobbiamo pagare? Quante ancora deve farcene questo governo e questa politica prima che tutti quelli che sono convinti che le cose vanno bene si rendano conto di essere dei poveri ingenui? Quanto ancora quest’uomo deve sputarvi in faccia, prendervi a calci, rubarvi i soldi dal naso e sventolarveli dritti in faccia per farvi capire che state sbagliando tutto? Che siete dei poveri stupidi o per lo meno degli ignoranti nel migliore dei casi.. BASTA! Non posso sopportare più telegiornali che lo osannano e che producono menzogne, che sviano i discorsi e parlano di superenalotto e di grande caldo. Non ne posso più di gente che vede il Presidente grandeimprenditore e non il presidente impostore, bugiardo, malfattore, ladro, corruttore, falso, maniaco, voltagabbana, stupido, mistificatore. Cosa deve succedervi ancora per capire? Quanto dev’essere cara la vita? Quanto deve essere costosa la spesa? Quanto devono ritardare i treni? Quanti voli devono essere annullati? Quante aziende devono fallire? Quanti licenziamenti? Quante centrali nucleari? Quanti malati di cancro per un ambiente seviziato? Quante scorie tossiche? Quante altre città devono crollare per appalti edilizi truccati e affari mafiosi? Quanto dovete soffrire ancora per capire il male che la vostra cecità, ottusità e stupidità vi stanno portando???

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“Un borghese piccolo piccolo” (1977) di Mario Monicelli

Settembre 6, 2009 at 2:49 pm (CineForum, Cinema,Teatro&Tv) (, , , , , , , , , , , , , , , , , , )

(Cineforum n° 14)

Di ritorno dalle vacanze, come al solito mi ripresento con un consiglio cinematografico, sia perchè quest’estate ho macinato film su film scoprendo le chicche offerte da RAI SAT CINEMA, sia perchè oggi mi sono svegliato con la notizia del rientro in politica di Mastella, quindi oggi sono partito con un disgusto politico non indifferente.

Oggi voglio consigliarvi un film meraviglioso, poco conosciuto ma davvero bello, e cioè Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli, con Alberto Sordi come splendido protagonista. La storia è tanto semplice quanto tragica: un vecchio impiegato ormai in pensione, Giovanni Vivaldi, cerca in ogni modo di spianare la strada al figlio Mario, addirittura spingendosi fino ad aderire alla massoneria pur di far ottenere un lavoro al Ministero al figlio. Il giorno del concorso per il lavoro però, il giovane Mario viene ucciso da un teppista durante una rapina. La morte sconvolge i coniugi Vivaldi, costringendo alla paralisi la moglie (una bravissima Shelley Winters) e facendo meditare al povero Giovanni una crudele giustizia personale.

Il film offre un affresco dolceamaro sulla storia d’Italia di quei tempi, con un Alberto Sordi impegnato sin dall’inizio della pellicola a raffigurare il tipico italiano medio, meno piacione rispetto ai suoi soliti personaggi, ma che viaggia per il traffico di Roma sulla sua seicento bianca, che le prova tutte per sistemare il figlio e per vivere degnamente una vita da piccolo borghese. La seconda parte del film invece mostra il suo aspetto più cupo, si concentra sulla vicenda personale di un uomo ormai ridotto a pezzi dal dolore e desideroso solo di sfogare la propria rabbia, di farsi giustizia da solo, stufo della propria condizione di subalterno impotente di una vita ormai priva di ambizioni, di legami familiari, vuota. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami e le bellissime musiche di Giancarlo Chiaramello costruiscono una colonna sonora molto toccante, che gira intorno al classico stile tragicomico del regista de La grande guerra e allo stato emotivo di un Alberto Sordi straordinario.  Consiglio vivamente questo film!

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La tv a pagamento

Luglio 31, 2009 at 5:36 pm (Opinioni&Pensieri) (, , , , , , , , , , , , , , , , )

Nello scorso post ho parlato di lusso e di pagare ciò che ci spetta di diritto o che già è nostro. E in effetti il discorso si lega perfettamente a ciò di cui voglio parlare adesso, e cioè del Digitale terrestre, una tecnologia che dovrebbe migliorare un aspetto della nostra vita (questo fanno le scoperte tecnologiche), ma che in realtà si sta trasformando sempre più in una pantagruelica bufala per succhiare ancora più soldi alle persone.

La televisione sta effettuando il passaggio da una modalità di trasmissione analogica a quella digitale. Questa è un’innovazione*, perchè permette di vedere molti più canali e di vederli e sentirli meglio, praticamente è un tecnologia che fa vedere meglio i programmi tv. Fin qui nulla di male, se non fosse che questo passaggio sta di fatto rendendo la televisione privata (quella che si è sempre vantata di essere gratuita attraverso il sistema delle pubblicità), a pagamento. In teoria il passaggio da analogico a digitale dovrebbe semplicemente richiedere l’acquisto di un apparecchio, il decoder, con cui puoi decodificare il segnale digitale e quindi vedere la televisione di sempre. Ma presto tutti i contenuti della televisione non a pagamento finiranno del tutto il loro procedimento di traslazione verso il sistema a pagamento. Già da anni moltissime delle cose che si potevano vedere nella normale televisione gratuita non possono vedersi più: partite di calcio, le prime tv dei film (se passa prima su pay tv non è più una “prima”), e lo stesso discorso per i cartoni animati e le serie tv. Da molto tempo a questa parte alla tv “gratuita” viene relegato il compito di passare un film o un telefilm dopo molto tempo che è già passato sul digitale a pagamento, il che implica che sia scaricabile da internet o che la gente, per guardare una partita in diretta, debba pagare. Il risultato è la televisione che abbiamo: una massa di immondizia con programmi da due soldi made in italy farciti da prodotti ormai logori, come certi filoni western scadenti in rotazione annuale su rete4 e le repliche della Signora in giallo, che, memoria mia, ha visto morire le stesse persone 12-13 volte. Ormai la sua reazione di stupore non è più credibile.

L’unica cosa positiva in questo riciclaggio di programmi sporchi è che, nella loro incapacità, i programmatori di palinsesti inseriscono grandi film, intramontabili classici del cinema come tappabuchi, permettendo a chi ha un pò di gusto e di cervello di poterli guardare in santa pace, anche se ovviamente angustiati dall’idea che Totò e Alberto Sordi sopperiscano alle carenze estive del Grande Fratello e di Amici di Maria de Filippi e che trasmettano la trilogia de Il Padrino su Raitre dopo che la gente ha ingurgitato l’ultima fetta di panettone e già vagheggia il letto.

Questione di gusti dunque? No, non soltanto. Innanzitutto c’è una qualità che oggettivamente non si può non riconoscere come assolutamente carente nella nostra televisione. Programmi come quelli della De Filippi e il Grande Fratello sono spazzatura che viene spacciata per novità, ancorandosi al fatto che “è questo ciò che il pubblico vuole” quando in realtà è questa l’unica cosa che il pubblico trova in televisione, e dato che è troppo stupido per rinunciare all’elettrodomestico più dannoso della storia si accontenta di ogni porcheria. In secondo luogo è una questione di DENARO. Anche qui si potrebbe dire: beh è giusto che chi paga possa vedere la prima tv di Dr. House mentre chi non paga la veda un mese dopo. LA TV ‘GRATUITA’ NON E’ GRATUITA PER NIENTE. LA PAGHIAMO, E CARA ANCHE perchè dentro il prezzo di ciò che compriamo c’è il costo per la pubblicizzazione che troviamo a romperci le scatole durante il nostro bel film. Ogni spot è un costo che il produttore deve affrontare e che si riversa nel prezzo del prodotto che compriamo. Chi guarda Dr. House nella tv ‘gratuita’ lo ha pagato ogni volta che va a fare la spesa, che compra un’auto o fa un’assicurazione; chi guarda Dr. House abbonandosi al digitale terrestre (sky o mediaset premium che sia) è stato molto più furbo: lo ha pagato due volte.

NON FATE L’ABBONAMENTO AL DIGITALE TERRESTRE! PAGHERETE DUE VOLTE LO STESSO PRODOTTO!!!

Vi lascio con un pezzo di quella che a me piace chiamare televisione..quella vera, bella e positiva, non per forza seriosa, ma sana.

* = vi invito a riflettere sul fatto che questa innovazione tecnologica è e verrà imposta per legge e non per libera scelta. E’ come se una legge imponesse di non guardare videocassette ma soltanto dvd, di non ascoltare musicassette ma solo cd audio. Riflettere..

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Possiamo permetterci il lusso del lusso?

Luglio 31, 2009 at 3:55 pm (Opinioni&Pensieri) (, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , )

Sono molto arrabbiato. Sono incredibilmente arrabbiato, perchè noto con sempre più squallore che il mondo si sorregge su uno squilibrio ignobile. E’ l’equilibrio dello squilibro, o degli squilibrati. Tutto questo non ha alcun senso, e non vorrei dire “la gente fa questo, la gente dice quest’altro”. Non esiste la gente, esistono nomi e cognomi, persone, responsabili dello schifo che è il sistema mondo.

Ieri ho preso un Eurostar Alta Velocità, da Bologna Centrale a Milano Centrale e incredibile, quasi mi sento in colpa. Non che io prenda di solito questo tipo di treno perchè è troppo costoso per le mie tasche, ma questa volta ho dovuto prenderlo per motivi di orario e quindi mi sono accomodato in un treno che rispetto a quelli normali può considerarsi “di lusso“. Certo in quest’ottica il “lusso” rappresenta semplicemente il fatto che un treno è efficiente, che ci mette la metà del tempo e che ha dei posti a sedere più comodi, in pratica è considerato lussuoso un treno che semplicemente funziona bene ed è pulito, insomma come dovrebbe essere un normale treno, ma va bene, accetto la definizione. Non è la prima volta che prendo un treno AV, ma ancora una volta ho preso un treno SEMIDESERTO, dove eravamo in meno di 10 su un vagone. La differenza tra la prima classe e la seconda era “l’accoglienza iniziale” del personale a bordo, che offriva tè freddo e caffè a chi voleva. 12 euro per un tè freddo, che affare.

Ora voglio dire, perchè tutto questo deve esistere? Perchè devono partire treni mezzi vuoti per portare un mucchio di persone disposte a pagare 40 euro per un treno che ha la meravigliosa e quasi magica caratteristica di funzionare come dovrebbe? Per non parlare del fatto che sono aumentate le tariffe dei treni come Intercity ed Espresso, probabilmente per avvicinare i prezzi della fascia media a quelli della fascia alta e convincere chiunque che “con qualche euro in più” si può viaggiare meglio. Perchè non permettere ad altre persone di salire su quel treno a un prezzo più agevolato, magari con un posto a sedere “last minute”.

Quando faccio questo discorso viene sempre fuori chi dice: “E’ giusto che chi paga di più abbia un servizio migliore“. Bene, non sono d’accordo ma posso capirlo. Ma qui non si parla di servizio migliore, qui si parla di avere un servizio e di non averlo, perchè i treni affollati, sporchi, in ritardo, con l’aria condizionata guasta, non sono un servizio. In questo paese tutto funziona in questo modo: hai l’abbonamento al digitale terrestre? Guardi le prime tv. Non ce l’hai? Ti becchi la 43° replica della Casa nella prateria. Vai in una discoteca e per un bicchiere d’acqua devi pagare 8 euro, non puoi portarla da casa. In aeroporto? Non puoi portare al check-in bottiglie, shampoo, profumi etc., ma appena lo superi c’è una profumeria giusto per te. Veri e propri ricatti dell’offerta sulla domanda. BASTA!!!!!

Siamo convinti che sia giusto pagare molto più di quanto valgano le cose per averle, anche quando queste sono nostre di diritto. Paghiamo le tasse per avere un treno che ci porta da Bologna a Milano ed è giusto che io possa andarci in condizioni umane. Se poi vuoi dare lo champagne a chi ti ha dato 10 euro in più mi va bene, ma DEVI garantire che i tutti treni siano efficienti, altrimenti abbassi il servizio di chi merita lo champagne e dai un viaggio più dignitoso agli altri. I servizi pubblici sono pagati con i nostri soldi, ma questo non basta. Ci vuole il gioco d’asta, chi offre di più si becca un pò di umanità, il resto si arrangia. Si apre sempre più la forbice tra i ricchi e i poveri, e mentre i primi hanno ogni comfort, convinti di aver usufruito a pieno di qualcosa che gli spetta, i secondi devono guaire per un loro diritto.

Di chi è la colpa? Di tutti noi. Noi siamo la domanda, noi decidiamo cosa acquistare, quale servizio avere. Non posso entrare nella tua discoteca con la bottiglietta d’acqua? Bene, tienitela! Tieniti il digitale, tieniti i tuoi dannati profumi e il tuo champagne! Vedrete facendo così quante discoteche, quante profumerie, quante prime classi durano! NOI SIAMO GLI ACQUIRENTI, NOI DECIDIAMO COSA COMPRARE, COSA VEDERE, COSA INDOSSARE, in un gioco in cui domanda e offerta si corteggiano a vicenda. Qui invece l’offerta ci impone le sue regole, “se vuoi qualcosa, ANCHE quello che ti spetta, paga”. E noi paghiamo, considerandolo un lusso. Consideriamo un lusso avere vestiti che non si rovinano al primo lavaggio, mangiare un pesce che sà di pesce, acquistare un elettrodomestico senza che questo si rompa il giorno dopo

Infine, l’idiozia al quadrato. L’amore per il lusso. Adorare l’idea di avere qualcosa che non tutti possono avere, di sentire che ciò rende speciali, diversi, migliori degli altri. In realtà rende solo più idioti. L’esclusività è ciò che viene ricercato dai più. In questa discoteca possono entrarci solo “i migliori”, questa borsa è solo per “i più trendy”, questo vestito è solo per i più eleganti. Smanie per essere più belli degli altri, più eleganti degli altri, più alla moda degli altri. Questo rende molti felici: credersi migliore degli altri semplicemente per il fatto di avere più denaro e lodare chi ha più denaro di te perchè è stato bravo a farlo.

Si parla di treni e ingiustizia, per cui il collegamento è quasi obbligato:

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