Ecosia!

Grazie a un amico blogger (Monolocalgarage) ho scoperto qualcosa che finalmente mi fa ritornare alla mente che l’uomo è un animale dotato di intelligenza e che a volte, per strane e complicate coincidenze astrali, addirittura la utilizza. Sono venuto infatti a contatto con un progetto molto affascinante oltre che utile, simbolo di come un’applicazione semplice e ingegnosa ai piccoli gesti della quotidianità, possa fare tanto con poco sforzo. Sto parlando di Ecosia, ovvero il primo motore di ricerca ecologico al mondo, frutto dell’ingegno di un ragazzo tedesco e presentato a Berlino in concomitanza con l’apertura dei lavori di Hopenaghen per dare una sistemata ai tragici dati circa la salute del nostro pianeta.
Rimando a questo post per i dettagli maggiori circa questa iniziativa che mi sento in dovere di appoggiare; cerco di spiegare a grandi linee come funziona questo motore di ricerca: i server dei motori di ricerca più famosi al mondo, dovendo immagazzinare una quantità impressionante di dati e collegarsi con una quantità spropositata di computer, sono responsabili dell’emissione di parecchia CO2 (collegamento in realtà a me poco chiaro, ma a chiunque voglia spiegarmelo sarò eternamente grato), come tutti sanno dannosa all’ambiente se eccessiva. Ora, l’emissione di CO2, per quanto limitabile, è pur sempre presente tra i costi che l’attività umana richiede. In che modo si può combatterla, oltre ovviamente a ridurla? Un modo semplice semplice è quello di non toccare chi la CO2 la assorbe, restituendoci addirittura dell’O2, ovvero ossigeno prezioso per la nostra atmosfera. Stiamo parlando delle silenziose ma amichevoli piante, che nonostante i nostri disboscamenti feroci continuano a volerci bene. La foreste pluviali, ad esempio sono fondamentali per il nostro ecosistema, e vanno protette senza dubbio. Ecco che qui entra in gioco Ecosia. Questo motore di ricerca, adoperando il sistema di pubblicizzazione in voga presso Google, Bing, Yahoo, promette di donare l’80% del ricavato delle pubblicità per attività volte a proteggere le foreste pluviali dalla distruzione. Inoltre promette di non conservare i dati degli utenti (e questo, oltre ad alleggerire di molto il carico dei dati da immagazzinare, previene anche manipolazioni degli stessi, quindi una sorta di maggiore “privacy”).
Cosa dire? A me sembra una bella iniziativa, che può fare molto semplicemente con un piccolo gesto (in fin dei conti si tratta solo di cambiare il proprio motore di ricerca) e non vedo per quale motivo non si debba parteciparvi. Consiglio a tutti di usare Ecosia. Diamo una mano al pianeta, che già ci sono troppi disgraziati che lo stanno distruggendo.
No-B day (5-12-2009)

Siamo un paese dove tutto va a rotoli e nemmeno si capisce con quale gravità. Ma tra tutti questi disastri politici, per fortuna, la rete emerge come grande forza che, con tutte le contraddizioni che possiede, riesce a radunare una marea di persone (c’è chi dice che siano 1.000.000 e chi dice che siano 90.000. Non dico che gli organizzatori abbiano dati incontrovertibili, ma diamine non si può parlare di 90.000 persone di fronte a immagini e video di piazze stracolme! E’ un’offesa all’intelligenza di chi ascolta!) che vogliono mandare un messaggio, privo di colori politici ma anzi pieno di un viola che grida forte: “non vogliamo essere strumentalizzati dalla politica!”.
Moltissime persone di questo paese oggi ha chiesto che il Presidente Silvio Berlusconi si dimetta dalla carica istituzionale che ricopre. Ci vogliono 500.000 firme per ottenere che si discuta di un referendum e la Costituzione afferma che questo numero è sufficiente per stabilire un dibattito alle camere. Insomma per le regole che si è dato lo stato italiano questa fetta di popolazione è sufficiente affinchè si parli di un problema e si prendano misure a riguardo. E’ successo col divorzio, è successo con il nucleare. Oggi però la manifestazione che si è svolta a Roma non raccoglie le voci di una parte importante del paese da ascoltare, che vuole discutere su un problema e cercare una risposta, no, quelle persone in piazza sono degli squinternati, dei folli, dei mascalzoni calunniatori politicamente schierati che ce l’hanno (per quale motivo? Dato che il paese, almeno al dire di Berlusconi, va a gonfie vele) con l’uomo più perseguitato del mondo.
Basta guardare il tg5 di questa sera per rendersi conto di quanto sia ormai ridicolo tutto quello che esce dalle bocche di Silvio Berlusconi, di Capezzone, di Quagliariello e di tutta la classe politica che prende le difese del Premier, nonchè dei membri della finta opposizione che si fingoppongono al Cavaliere. Per fortuna oggi non contano tanto queste baggianate, ma conta più che oggi è un grande giorno di vera opposizione e di partecipazione democratica alla politica di questo paese. NO BERLUSCONI DAY.
[Comunicazione di servizio: ho aggiunto ai link dei Siti consigliati il blog di Monolocalgarage, ve lo consiglio caldamente!]
Oltre alle gambe c’è di più?

Le donne, massima e sublime meraviglia del mondo umano, angeliche o demoniache, mamme affettuose e delicate o sexy femmes fatale (si scrive così?) sono il sale della terra. Peccato però che la televisione, nata come fonte d’intrettenimento e documentazione e diventato lo specchio deformante di una realtà che va allo sfascio, le stia facendo sparire. E’ sempre più raro trovare donne in televisione, quando se ne vede una si rimane quasi stupiti e si pensa tra sè e sè: “wow! Finalmente una donna come si deve!”.
Alcuni potranno pensare che io sia impazzito, o che io sia ironicamente intento a dire invece tutto il contrario, cioè che la televisione è stracolma di donne, ragazze e ragazzette mezze nude. Il corpo femminile primeggia su ogni cosa e la televisione ne è talmente piena che sembra quasi trasformarsi in un contenitore soft-porn di intrattenimento sessuale gratuito 24 ore su 24, da Buona Domenica (che sarebbe il varietà familiare domenicale) a Bim Bum Bam. In realtà dico sul serio: in televisione non ci sono più donne.
Infatti non ci sono più DONNE, bensì ci sono solo oggetti sessuali, mostri di palstica, bambole gonfie di vuoto, esseri che si sono allontanati talmente tanto dalla natura da divenire irriconoscibili. Il loro lavoro televisivo porta queste ex donne a rimanere sempre identiche nel tempo, a dare un’immagine di sè eterna e inossidabile, trasformandosi in qualcosa di raccapricciante. Una presentatrice o una soubrette, un’attrice del passato o anche giovane, che non si arrende al tempo o alle imperfezioni e decide di mascherare la propria vecchiaia o il proprio difetto attraverso il ricorso al bisturi e al trucco, all’uso del computer, è qualcosa (per quanto attraente) di INESISTENTE, di INUMANO, che lega indissolubilmente la propria immagine al sesso, perchè in televisione la donna non è quasi mai presente per le sue capacità, per le sue abilità, ma esclusivamente perchè è il tramite principale e principe dell’onnipresente messaggio sessuale.
Questo ovviamente non solo danneggia la dignità delle donne, che anche fuori dallo schermo sono costrette a subire se non addirittura a combattere immagini irreali e fuori concorrenza, ma fa traboccare il sesso da ogni parte, in ogni luogo e in ogni componente della nostra socialità, trascinandoci sempre più nel gorgo della superficialità e della frustrazione sessuale.
Un pò di TeleLaika!
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Da qualche tempo ormai TeleLaika è una realtà affermata sulla rete, per cui mi sembra d’uopo postare in questo blog, (che ricordo conserva l’archivio di tuttie le trasmissioni di TeleLaika) due filmati appena sfornati della nostra emittente preferita. Il primo spiega le motivazioni per cui TeleLaika ha scelto questo nome, e qual è il suo rapporto con il mezzo televisivo
Il secondo video invece vuole riflettere sul livello culturale del nostro Paese rispetto al suo tasso di alfabetizzazione, video che non vuole gettare fango sul belpaese (che comunque noi amiamo, nonostante tutto), ma vuole ricordare come spesso si sottovaluti la cultura generale dei suoi abitanti, troppo alle prese con la superficialità per capire che la cultura è importante, necessaria, fondamentale per progredire. Buona visione!
Il trash che diventa normalità

Trash
agg.inv., s.m.inv.
ES ingl.
1 agg.inv., di spettacolo, manifestazione artistica o genere musicale, che attinge da quanto è considerato di pessimo gusto, di bassa qualità, anche come scelta estetica deliberata | estens., di cattivo gusto, di infima qualità: si sta diffondendo la t. TV
2 s.m.inv., tale fenomeno culturale.
Questa è la definizione del dizionario De Mauro di trash. Ciò che quindi è di pessimo gusto e di bassa qualità, anche volontariamente scadente. Questo è il trash: immondizia, nel migliore dei casi scelta volontariamente come reazione al normale, al solito, a ciò che è il gusto medio, il consentito, l’abituale. E il trash crea shock, caos, squilibrio, il trash spiazza. E ciò che spiazza vende, perchè è insolito. Ora, in una società come quella occidentale, dove tutto è regolato dall’enorme macchina che produce e distribuisce denaro, ciò che vende domina incontrastato, non importa quanto dannoso, pericoloso o, nel nostro caso, scadente. C’è in atto una incredibile inversione di gusti e di costumi soprattutto nell’ultimo decennio, che ha portato il trash a regnare incontrastato. L’immondizia, lo scarto, ciò che è di pessimo gusto, è diventato per una questione economica la NORMALITA’, il SOLITO, l’ABITUALE. Siamo immersi in un mondo fatto di immondizia, di trash, di esagerazione che dovrebbe essere opposizione alla normalità, ma che è diventata la normalità, e ciò che non è di pessimo gusto, ciò che è di qualità, ciò che non è immondizia, è relegato nell’angolo dell’eccezione, addirittura visto come un evento.
La televisione, onnipotente Bibbia di ogni uomo mediocre, è la regina di questo immondezzaio. Grazie a lei ciò è reso possibile, perchè essa è il campo prediletto della pubblicità e principessa delle comunicazioni. Il Grande Fratello e tutti i reality, le trasmissioni come Buona Domenica e Verissimo, la popolarità di gente abbietta come Paris Hilton, l’ostentazione di una ricchezza opulenta e moralmente ingiusta e dettata dallo spreco, la messa in vetrina di ciò che è strano (sempre più la tv è piena di nani e prostitute, circo di omosessuali, transessuali, di nudità immotivate e comicità che farebbe disgustare Alvaro Vitali) e disprezzante. Anche il cinema si muove in questa direzione, lasciando l’eredità di Totò e Chaplin ai cinepanettoni e alle sdolcinatezze alla Twilight. Nel mondo dei libri c’è sempre stata una letteratura senza pretese, ma gli Harmony impallidiscono di fronte al fenomeno Moccia e alla Meyer, di fronte a storie vuote di gente vuota, alla descrizione della mediocrità di cui i lettori vogliono diventare copia. Il trash è in vetrina, è adorato e osannato, è invidiato, riempie le nostre giornate e ci emoziona, ci dà un senso. Perchè cercare la qualità, il meglio, ciò che è fatto bene, ma che ci stanca? Il trash non richiede fatica, è lì e ci dà qualcosa, di pessimo, ma qualcosa. Altra immondizia è la mancanza di competenza. Gli incompetenti in questo mondo hanno vinto, sono loro che hanno in pugno tutto. L’incompetente sfrutta la logica del fare poco e male, basta che si dia l’impressione che qualcosa ci sia. La scuola è il regno dell’incompetente, e tutta la scuola oggi come oggi sembra un incredibile via vai di chiudereocchi e massìdai all’insegna del “facciamo poco basta che si vede che si fa qualcosa”. L’immondizia peggiore poi è quella morale: perchè l’eccezione al mondo d’oggi non è chi ruba, ma chi rispetta la proprietà altrui. E’ l’innocente a sentirsi solo, mentre il ladro festeggia con grande pompa con i suoi simili. Di più, il ladro e il disonesto vengono visti con apprezzamento! perchè loro rendono la vita più interessante, rendono la trasmissione più bella. Loro vendono.
[Esempio mirabile di duplice immondizia: ciarlatani e mercato di suonerie per il cellulare]
TG1N1 – un’informazione mortale

Negli ultimi tempi è allarme epidemia. La famosa influenza suina dovuta alla contrazione del virus di sottotipo H1N1 tiene banco nei principali telegiornali italiani (e non) e la vicenda assume dei tratti spesso fastidiosi. Chi si sintonizza sui vari canali infatti potrà ammirare continue immagini di persone imbavagliate che usano mascherine, guanti e precauzioni di ogni tipo per non contrarre il virus, per non parlare ovviamente delle parole utilizzate da chi il servizio lo fa: ALLARME, SOSPETTO, EPIDEMIA, PANDEMIA, ALLERTA, SINTOMI PREOCCUPANTI, EMERGENZA, PERICOLO e la preferita da ogni amante delle alte tirature….MORTE. In pratica ogni giorno viene redatto un bollettino di guerra, con morti, feriti, possibili casi sospetti e l’immancabile riferimento al vaccino miracoloso che protegge da questo scempio della natura, questa calamità che non permette scampo se non si va subito ad acquistare il miracoloso unguento.
Io non uso spesso parolacce in questo blog, ma credo sia doveroso da parte mia avvertire chi mi legge che queste sono tutte STRONZATE. E’ l’ennesimo esempio di come la vita umana non conti nulla per le grandi multinazionali farmaceutiche che hanno un solo semplice scopo. Vendere fumo per fare denaro. La piccola variante in questo caso è che non si limitano a vendere fumo, ma commerciano VELENO.
La suina è un’influenza normalissima, che causa febbre alta per qualche giorno e normali sintomi influenzali che si possono presentare in maniera diversa da paziente a paziente. Che qualcuno ci sia morto di questa influenza è una cosa normale dato che, e sembrerà strano, anche le comuni influenze che abbiamo visto in passato hanno causato e causeranno morti. Anzi, questa ne causa addirittura meno di quanto hanno fatto altre influenze. Qual è dunque la differenza con le precedenti? E’ semplice, la suina ha uno sponsor imbattibile: I MASS MEDIA.
Telegiornali e giornali spingono all’acquisto di un vero e proprio veleno. Il vaccino tanto sponsorizzato può distruggere alcune componenti fondamentali del sistema nervoso, ha già causato alcuni morti e può provocare danni gravissimi quali la Sindrome di Guillain Barrè. NON VACCINATEVI! E’ UNA SEMPLICE INFLUENZA, NON CAUSA DANNI PIU’ GRAVI DI ALTRE NORMALISSIME INFLUENZE. IL VACCINO AL CONTRARIO E’ MOLTO PERICOLOSO, in quanto contiene mercurio e squalene, che producono effetti devastanti nell’organismo umano se assunti sottopelle. NON ASCOLTATE I TELEGIORNALI, non alimentate un panico inutile e dannoso, di certo per le persone, non per le multinazionali produttrici di vaccini.
Il diritto di non essere d’accordo
Scusate se ritorno a scrivere dopo tanto tempo ma i miei impegni televisivi con la partecipazione per l’emittente di TeleLaika e varie ed eventuali mi hanno sottratto del tempo.
Leggo pochi giorni fa che alcuni giudici di Salonicco, in Grecia, hanno incriminato gli studenti che dall’inizio dell’anno scolastico hanno manifestato il loro dissenso nei confronti delle riforme scolastiche che si stanno varando nel loro paese. I giudici vogliono quindi condannare a 5 anni di carcere gli studenti che hanno occupato scuole e facoltà.
Leggevo invece qualche giorno fa che un coraggioso studente iraniano, Mahmoud Vahidnia, ha ”sfidato” Khamenei chiedendogli come mai nel suo paese non è permesso criticare il potere perchè altrimenti si finisce in galera o si fa la fine del topo. Dopo poco tempo esce fuori la notizia che il ragazzo è stato arrestato, notizia poi smentita e di conseguenza non ho ancora capito bene cosa è successo a questo ragazzo, anche se la cosa più importante non è che sia stato arrestato o meno, ma che il suo intervento abbia fatto notizia.
Ci sarebbero altre decine di esempio da fare, ma penso che i giornali ne parlino abbondantemente e magari qualche volta anche in modo corretto, se si è fortunati. Quindi mi limiterò a fare una riflessione personale: ma è ancora possibile (o lo è mai stato) DISSENTIRE? Dire no a quello che i vertici del potere del nostro Paese decidono per noi come azioni per il nostro benessere? Certo io parlo da italiano e quindi i vertici del potere si limitano a fottersene della sovranità popolare impedendoci di agire sulla pubblica cosa.. ma ognuno di noi si rende conto che in un numero sempre maggiore di paesi la gente è vittima di un potere autoritario e che non lascia loro scampo nemmeno di dissentire? Non sono liberi di dire “NO!”
Il sistema piramidale sul quale si fondano molte delle attuali società non permette, a chi sta alla base di questa piramide, di ribellarsi pacificamente a un’ingiustizia. Occupare, scioperare, protestare, dissentire sono azioni che non vengono consentite. Il potere si è rinchiuso in una bolla inattaccabile, insovvertibile e a chi va meglio si becca un La Russa, un Maroni, un Berlusconi. A chi va peggio capita di essere ucciso in piazza o arrestato. Si può rimanere in silenzio di fronte al silenzio imposto?
(chiedo scusa se la fonte sono il Tg1 e il Tg2, ma comunque hanno riportato la notizia delle critiche)
Parte TeleLaika!
E’ partita da oggi TeleLaika, la rubrica del futuro. Ispirata al grande scrittore e giornalista Fulvio Abbate, TeleLaika omaggia anche la triste storia della cagnolina russa Laika che, il 3 Novembre 1957 lasciò la Terra (in tutti i sensi), per partire alla volta dello spazio, immolandosi alla causa spaziale russa. Sacrificio necessario per il bene del progresso? Episodio tra i più eroici della storia canina? Semplice stronzata degli ingegneri aerospaziali russi? La cosa non ci frega più di tanto. Noi vogliamo bene a Laika, non ci sentiamo Laika. Da quassù la Terra ci appare più nitida, meno complicata. Noi la vediamo con una visuale diversa, diciamo più Laika. La vediamo nei suoi pregi e nei suoi difetti, e ne parliamo attraverso TeleLaika, la rubrica di chi, come Laika, rimane impassibile, onesta, coraggiosa, inflessibile, seppure consapevole (perchè Laika un pò lo era), che sta andando a prendersela nel..lo spazio. Telelaika.
Ecco la nostra prima trasmissione!
Dexter

Capita spesso che, nella rubrica Cineforum, io consigli dei film che mi hanno particolarmente ispirato o colpito e che quindi io faccia una fugace recensione per indirizzarvi alla loro visione. Oggi però voglio parlarvi di una serie tv, a cui mi sono appassionato sempre di più al punto da divenirne quasi dipendente (aspettare una nuova puntata ogni settimana è un’agonia). Il settore delle serie tv è molto florido in questo periodo, nonostante i recenti problemi legati al rinnovo contrattuale degli sceneggiatori, e stanno emergendo nuovissime serie molto interessanti, che addirittura prevedono la collaborazione di sceneggiatori e soggettisti resi famosi dal grande schermo (non ultimo è da esplorare Flashforward, dal soggettista e co-sceneggiatore di Batman begins e The Dark Knight David Goyer). Dexter è uno di questi prodotti, e sinceramente credo che valga davvero la pena di conoscere questo straordinario personaggio.
Basato sul romanzo Darkly Dreaming Dexter (La mano sinistra di Dio) di Jeff Lindsay, la trama è semplice: Dexter Morgan ha fin da piccolo sentito la necessità fisica di uccidere, e questo rappresenta il suo più incoffessabile segreto. Il padre Harry, poliziotto di Miami, capisce che le esigenze del figlio sono inevitabili e quindi decide di controllarle attraverso un codice che il ragazzo deve seguire: il padre insegnerà al figlio come non lasciare tracce e non farsi scoprire, egli in cambio si impegnerà a uccidere solo chi se lo merita, ovvero assassini spietati sfuggiti per qualche motivo alla legge.
Il nostro protagonista è quindi una sorta di Dr. Jekill che di giorno finge una vita normalissima, lasciando all’oscuro chiunque, e di notte diventa un Mr. Hide vendicatore di chi l’ha fatta franca per errori della legge. Personalmente io trovo il telefilm molto bello, con un Michael C. Hall bravissimo a impersonare la doppia vita del protagonista e con gli altri personaggi minori (dalla sorella di Dexter, l’attrice Jennifer Carpenter figlia del famoso regista, al fantastico Erik King, alias il sergente Doakes) costruiti molto bene e che danno vita a una trama avvincente. In Italia sta uscendo la terza serie su Fox, la prima su Italia uno, mentre negli U.s.a. sono già alla quarta. La colonna sonora, a metà tra i colpi taglienti di un violino e i caldi ritmi cubani di una Miami ricca di vita, ricordano sempre che c’è una doppia vita del protagonista, che tutto si gioca sul binomio finzione/realtà, che noi spettatori seguiamo sempre la vicenda dal punto di vista di Dexter. Infine, meravigliosa la sigla iniziale, che con ironia ricorda la matrice violenta del protagonista anche nelle azioni più innocenti della quotidianità domestica. Eccola per voi. Buona visione!
Così è deciso

Il 7 Ottobre 2009 è stato deciso, da parte della Corte Costituzionale (l’organo che protegge la nostra Costituzione da eventuali leggi che la scavalchino), che il Lodo Alfano è INCOSTITUZIONALE, perchè vìola non solo l’articolo 138 sulle modifiche alla Costituzione, ma anche e soprattutto l’articolo 3 della Costituzione, cioè quello sull’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Ciò vuol dire che questa legge era illegale, anche perchè presentata come una legge ordinaria e non come una modifica alla carta fondamentale del nostro Paese.
Le immediate reazioni di Silvio Berlusconi sono sconcertanti, ma quelle le lascio ai quotidiani di cui si occuperanno meglio di me. Voglio solo mettere in guardia chi mi legge e chi ascolta il Premier di alcune astuzie retoriche che passano inosservate ma che sono in realtà importanti. Facciamo una vera e propria analisi delle parole.
http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-15-minuti-di-sfogo-a-porta-a-porta/37770?video
Come si difende il Premier dai continui attacchi che subisce?
1 Non mostra mai le proprie debolezze e se le mostra le addita sempre a un carattere di gentilezza e bonarietà quasi ingenua, dettata dal troppo amore e che quindi cuce addosso a chi lo fa apparire debole l’immagine del bullo che compie un sopruso. Per questo dice sempre, “sono tranquillo”, ”vado avanti”, “non mi fermerò”, etc e amplifica la portata dei nemici, per cui Repubblica diventa “la maggioranza della stampa italiana”, Annozero diventa “tutta la Rai”. Mai mostrare una debolezza. C’è chi dice che Berlusconi non si ferma mai ai semafori rossi, ma anzi tuoni che sono semafori di sinistra che lo fermano ingiustamente.
2 Quando subisce un colpo, attacca comunque chi lo ha attaccato, attraverso querele e dichiarazioni tuonanti. Chiunque non sia con lui è un “comunista” o “uno di sinistra“. Come dissi già in questo blog, vige il principio “se non sei A, se contro A”, avvalendosi di un fantasma politico estraneo al nostro paese (il comunismo violento di Tito, di Stalin, etc..) come nemico pubblico di cui lui si fa oppositore strenuo. La difesa si basa di solito su un meccanismo vittimista, che ricorda i presunti soprusi subìti e li aggrava con frasi fatte e clichè, come il “mangiare bambini” o il fare riferimento a un colore politico, es. ”toghe rosse”, etc.
3 Legittima sempre il proprio potere richiamando all’ampio consenso dell’elettorato. Tira sempre fuori cifre “70% [...] 68,7%” e si accomuna alla “maggioranza” (parola più che abusata di questi tempi) degli italiani ponendosi come loro capo oltre che politico, ideale, morale e comportamentale. Lui PUO’ fare tutto ciò che fa perchè gli italiani lo hanno eletto. Il che va contro la democrazia perchè il voto degli elettori non dà diritto al Presidente del Consiglio di fare ciò che vuole, bensì di fare il bene del Paese, che non coincide con il bene di un singolo. “Gli italiani mi hanno votato”, “come vogliono i cittadini”, giustificano ogni sua azione.
4 Vengono adoperate numerosissime perifrasi ed eufemismi, che attenuano o caricano il significato delle frasi a seconda che danneggino o meno la figura del Premier. I problemi personali del Premier vengono fatti coincidere con i problemi del Governo (il Premier non è il Governo, perchè i problemi del Premier sono di una persona sola, quelli del Governo sono un problema politico e la differenza è tanta dato che ci si difende attraverso il consenso dell’elettorato). Ogni cosa può essere detta in mille modi e spesso si nega un’affermazione semplicemente affermandola con una frase più morbida.
5 Afferma sempre e con estrema fermezza una cosa. EGLI E’ SEMPRE E COMUNQUE DALLA PARTE DELLA VERITA’ E DELLA DEMOCRAZIA. Qualunque cosa accada.









