Perchè insegnare?
Sono iscritto al 2° anno della facoltà di Lettere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Lettere moderne. Probabilmente per chi come me ama vivere all’aperto, magari alle sponde di un fiume con una lingua di cemento sopra e una buona scatola di cartone per ripararsi dal gelido vento notturno, una laurea in lettere è l’opzione migliore..ma in fondo amo ciò che studio. E questo è l’importante.
L’insegnamento sarà con molta probabilità il mio mestiere. E non passa giorno che io non mi chieda perchè. In fin dei conti è un lavoro difficile, in molti casi non apprezzato, dove il precariato si insinua infido come un minorenne in un night club, poco remunerato, dove essenzialmente non hai a che fare con dei fogli stampati o dei profilati di titanio (anche se spesso un profilato sa essere più stimolante dello studente medio attuale), ma con ragazzi in un’età difficile, piagati dal sonno, dalla canna di inizio mattina e dalla voglia incontrollabile di farsi la compagna di banco.
Ho deciso di fare l’insegnante perchè insegnare ai ragazzi a pensare con la propria testa è una cosa molto importante, più di sapere quando è morto Napoleone o quante volte Leopardi abbia fantasticato su Silvia (per la cronaca: per entrambe le domande la risposta è 1821). La chiave per fare andare le cose per il verso giusto nel mondo è la conoscenza, la consapevolezza di quello che succede attorno a noi; senza queste due cose ci saranno sempre le grandi masse di pecore, i pochi pastori malvagi che sapranno manipolarle, e i pochissimi cani virtuosi che cercano di riportarle all’ovile.









