La fattoria degli animali

Maggio 9, 2008 at 4:54 pm (Libri&Parole, Politica) (, , , , )

“La fattoria degli animali” (1944) di George Orwell è uno dei più bei libri che si possano consigliare. Agevolissima lettura, è la storia di una rivoluzione avvenuta da parte degli animali di una fattoria nei confronti dei fattori che la governavano. Gli animali, dopo alcune epiche battaglie, spodestano gli umani dal territorio e riescono ad instaurare un governo che risponda alle esigenze di democrazia e rispetto dei diritti di ogni animale, che miri al benessere e alla prosperità. Tra di loro però i maiali riescono a trasformarla in una vera e propria dittatura, confermando le ingiustizie e il malessere precedenti alla Rivoluzione.

La grandezza di questo libro sta nella raffinata allegoria che governa tutto l’impianto narrativo e che determina un paragone esplicito tra la vicenda della Fattoria e la Rivoluzione Russa del 1917. Infatti Orwell pone l’accento sull’utopia del Comunismo, utopia perchè non tiene conto della naturale propensione dell’uomo (o in questo caso del maiale) al potere, e il conseguente snaturamento del messaggio marxista e leninista fino allo sfociare nella dittatura.

Sulla pagina di Wikipedia dedicata al libro potete trovare le precise corrispondenze dell’allegoria del romanzo. A lei vi rimando ovviamente anche per notizie su George Orwell e quant’altro stimoli la vostra curiosità.

SUL FILM

      

Cercando un’immagine per questo post, mi sono imbattuto in quelle che vedete sopra. Sono fotogrammi di un film d’animazione del 1954, “Animal Farm”, trasposizione filmica di John Halas e Joy Batchelor. Confesso di non sapere nulla di questo film, ma almeno contribuisco a far circolare la sua conoscenza 8anche se sospetto un riadattamento disneyano con finale stravolto). Ecco dove ho trovato le prime info.

     

Vi lascio con la citazione finale di Orwell che è anche conclusione del racconto, ricordandovi che ciò che si trova in certi libri, pur scritto nel passato, è sempre attuale: “le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.”

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