"Quarto potere" (1941) di Orson Welles

Maggio 29, 2008 at 6:49 pm (CineForum) (, , , , )

(Cineforum n° 2)

(By Davide)

Quarto Potere (Citizen Kane), apparso per la prima volta nel 1941, è un film che ha cambiato la storia del cinema americano, rivoluzionando come mai era avvenuto prima gli stili e le tecniche del racconto per immagini. Su quest’opera – per la quale sono stati versati fiumi d’inchiostro – non pretendo certo di dire qualcosa di nuovo, vorrei soltanto indicare quei motivi che ancora oggi la rendono avvincente e attuale, che possano spingere la gente (e soprattutto i giovani, com’era intenzione di Lorenzo aprendo questa sezione “Cineforum”) a scoprire questo grande classico. La trama di Quarto Potere si rifà esplicitamente alla vicenda di William Randolph Hearst, magnate dell’editoria (che infatti cercò di bloccare il film impedendone l’uscita), ma è soprattutto la sua struttura narrativa ad essere di straordinaria novità, tanto da divenire modello per generazioni di registi a partire dal dopoguerra. All’inizio del film un cinegiornale annuncia la morte del ricco e potente Charles Foster Kane, ripercorrendone la brillante carriera con un servizio commemorativo. In un secondo momento, a un reporter viene affidato il compito di scoprire il significato delle ultime parole pronunciate da Kane, “Rosebud” (”Rosabella” nella versione italiana). A chi o che cosa si riferiscono? Per saperlo, il reporter si lancia in una serie di indagini, intervistando diverse persone legate al defunto: il racconto si costruisce attraverso una serie di flashback, nei quali ciascuno rievoca il proprio ricordo di Kane, catturato in un particolare momento della sua vita; ne emerge un quadro ambiguo e contraddittorio del personaggio. Chi era veramente Kane? Un carrierista spregiudicato e senza scrupoli, o un individuo capace di celare dietro la maschera del successo un bisogno di affetto e di sensibilità? Sfortunatamente, la ricerca del reporter non giungerà al successo auspicato: il mistero e i dubbi che si mantengono fino alla fine sono uno dei tratti peculiari del film (così come la struttura temporale, che farà scuola nei decenni successivi, fino ai giorni nostri), nel quale Orson Welles costruisce un grande monumento all’ambiguità umana: Kane, sarei tentato di dire, è l’Amleto del cinema, inafferabile, complesso, sfuggente. Il film ironizza sulla possibilità di sezionare un uomo, di ricondurlo a una formula asettica: e se ciò non è possibile nel corso di una vita intera, tanto meno lo sarà nello spazio di una pellicola. Perchè dunque guardare Quarto potere? Per l’immagine anzitutto. La tecnica di Welles non ha eguali nel cinema dell’epoca, e nella sua opera prima il suo stile possiede già una maestria abbagliante: la sorprendente profondità di fuoco (per la quale Welles si avvalse dell’aiuto dell’operatore Gregg Toland), la cura nei movimenti di macchina, la messa in scena barocca, ricca di dettagli fanno di Citizen Kane un prodotto inconfondibile, e il piacere emanato da queste immagini si mantiene intatto, anche a decenni di distanza. E difficile, se non impossibile, sarebbe indicare una sequenza che spicchi sulle altre: immersi in chiaroscuri altamente espressivi (che spesso celano il volto dei personaggi, accentuando il senso di mistero e ambiguità), i luoghi e i protagonisti di Quarto Potere invitano a riflettere sul potere della visione, su come l’immagine possa essere al tempo stesso stupenda, folgorante e insieme ingannevole, sottilmente intrigante e oscura.  

2 Commenti

  1. Lorenzo ha detto,

    La profondità di campo signori, l’ha inventata Orson…meraviglioso

  2. alegiac ha detto,

    ma lo sapete che la nipote di William Randolph Hearst, Patricia, è una oggi una delle attrici feticcio del regista trash John Waters? Sentite la sua storia, più fantasmagorica di quella di suo nonno: rapita da dei contestatori estremisti , anzichè lamentarsi delle sopraggiunte scomodità e difficoltà di novella sequestrata, è passata dalla loro parte e si è messa a rapinare! credo sia anche finita in carcere, per poi redimersi grazie ai film di John Waters (su tutti: Cry Baby in cui fa una madre provinciale strepitosa). Recentemente è apparsa in Veronica Mars dove (incredibile!) interpretava la nipote del fondatore della fantomatica Hearst university di Neptune, che, indovinate?, viene rapita!! E Veronica indaga… flussi e riflussi tra cinema e vita. Chissà che ne direbbero Orson e William se potessero vedere le gesta dell’indomabile Patricia…

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