italiadallestero.info

L’informazione italiana è asservita al potere. Su questo ci sono ben pochi dubbi, e i numerosi post sull’argomento mostrano bene la mia posizione (indignata) sulla loro posizione (a 90°), quella di molti giornalisti italiani. Per trovare risposta alle domande di un’informazione più obiettiva, spesso bisogna oltrepassare le barriere linguistiche e geografiche, e cercare di capire cosa succede in Italia uscendo dall’Italia stessa. Già di per sè la traduzione è un procedimento che atterra le volontà dei più, inoltre se si pensa che molte persone al massimo conoscono e riescono a tradurre una o due lingue (il che è già una gran cosa), non si può attingere a un panorama di informazioni completo. Allora vi consiglio un sito, www.italiadallestero.info, dove alcuni italiani residenti all’estero si cimentano nella traduzione degli articoli di giornale di numerosi quaotidiani provenienti da vari paesi e riguardanti l’Italia: Spagna, Francia, Stati Uniti, Inghilterra, Argentina, Irlanda, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Germania, Ecuador, Olanda, India, Perù, Svezia, Romania, Qatar, Svizzera, Turchia, Iran. Certo ovviamente si tratta della traduzione di terzi, ma sembrano essere traduzioni in buona fede di persone interessate a far conoscere la situazione italiana dal punto di vista dei paesi esteri, sicuramente più affidabili del disgustoso giornalismo-servilismo italiano. Buona lettura!
"Il cavaliere oscuro" (2008) di Christopher Nolan
(Cineforum n° 4)
Ieri, in un raptus di cinefilia, sono andato a vedere un film che attendevo da mesi, l’ultimo lavoro di un signor regista come Christopher Nolan, ovvero Il cavaliere oscuro, secondo capitolo della saga di Batman firmato Nolan.
Eccitato per la sicura riuscita del film (Nolan del resto non sbaglia un colpo), ero un pò perplesso per l’interpretazione di Joker, mio personaggio preferito del fumetto e già reso grandissimo e insuperabile da uno sfolgorante Jack Nicholson diretto da Tim Burton. Devo invece osservare con piacere che Heath Ledger ha recitato il ruolo magistralmente, arrivando in alcuni punti anche ad eguagliare il mitico Jack. Ovviamente Nicholson è insostituibile, ma ammetto che Ledger gli ha dato un tocco sicuramente personale e affascinante, meno schizoide e più realistico, in linea con la riscrittura di tutto il fumetto da parte di Nolan. Merita una citazione anche il grande Aaron Eckhart, che ha recitato un Harvey Dent che gli sembra cucito addosso, anche se il repentino cambiamento da paladino di Gotham a pazzo vendicatore forse poteva essere più convincente. Christian Bale recita con convinzione, ma sicuramente paga lo scotto di una regola da sempre in voga secondo me nei film sull’uomo pipistrello, e cioè che i cattivi eclissano il protagonista; del resto come diceva Hitchcock “più è riuscito il cattivo e più è riuscito il film”. Orchestrati bene anche i protagonisti minori: Morgan Freeman, Michael Caine e Gary Oldman sempre ottimi, una più realistica Maggie Gyllenhall sostituisce Katie Holmes. Un ultima parola sulla colonna sonora: il lavoro di due grandissimi come Hans Zimmer e James Newton Howard riescono a creare un’atmosfera davvero legata all’immaginario cupo e tetro di Gotham City, emozionante, avvincente, grandiosa.
Secondo una mia personale classifica, i primi due episodi di Tim Burton sono eccellenti e imparagonabili sia con i risultati deludenti di Joel Schumacher (Batman Forever e Batman & Robin), sia col primo (ma ottimo) Nolan di Batman Begins. Il cavaliere oscuro è però superiore allo stesso Burton: i protagonisti (Nicholson, De Vito, Pfeiffer) sono sempre stati l’attrazione e il maggior pregio dei film di Burton e in generale di tutta la serie, ma la costruzione della storia, una sceneggiatura che ha tanta carne al fuoco ma è equilibratissima, la forza della narrazione e l’immagine complessiva del film (ma anche la presenza di notevoli e numerosi effetti speciali), sono elementi che arridono a Nolan. Certo Tim Burton ha il pregio di aver dato il via a questa saga, di aver prodotto degli ottimi film già nel 1989, di aver dato loro un tocco di stravaganza, di aver fatto nascere questo mythos cinematografico, ma Il cavaliere oscuro è a mio avviso uno dei prodotti meglio riusciti degli ultimi anni. Andate a vederlo!
Zeitgeist
Zeitgeist. Ovvero la tendenza culturale dominante di un’epoca. Questa parola ha dato il titolo a un web movie (qui e a fine post potrete vederlo con i sottotitoli in italiano), ovvero un film distribuito al di fuori dei circuiti delle sale cinematografiche, che ha sollevato parecchie questioni circa gli argomenti che affronta. Nonostante penso che questo genere di cose vadano viste con un occhio tanto attento quanto critico, e che mai bisogna dare per scontato e vero tutto ciò che si sente e si vede, lo considero molto interessante e perciò mi sembra doveroso parlarvene. Zeitgeist – The Movie (2007) è un film-documentario no-profit a cura di Peter Joseph. Suddiviso in tre parti, affronta altrettanti argomenti estremamente importanti:
1. Il Cristianesimo: il documentario sviluppa un’ipotesi secondo la quale il Cristianesimo conserva moltissime caratteristiche simili se non del tutto uguali a moltissime alre religioni coeve, e questo non solo dimostrerebbe che è stata una religione come tante fino a quando non ha preso il sopravvento, ma che le caratteristiche simili tradirebbero un comune riferimento delle varie religioni a eventi astronomici. Di conseguenza i miti e le religioni derivanti sarebbero semplice espressione allegorico-letteraria di tali eventi. Gesù sarebbe quindi il Sole, i dodici apostoli rappresenterebbero le costellazioni dello zodiaco etc.
2. L’11 Settembre 2001: secondo questo ed altri documentari shockanti, l’attentato dell’11 Settembre sarebbe in realtà un autoattentato. Può sembrare incredibile che il governo americano possa aver permesso e addirittura voluto che avvenisse una tragedia di queste proporzioni semplicemente per giustificare la guerra in Afghanistan, ma il comportamente tutt’altro che soddisfacente del governo stesso, le dichiarazioni rilasciate per la commissione sull’11 Settembre, le presunte ‘prove’ portate a sostegno della tesi su Al Quaeda da parte dei servizi segreti americani, le prove portate dal documentario, lasciano di stucco. Il governo americano ha seppellito tutta la questione sotto una valanga di menzogne e falsità, che offendono l’intelligenza umana.
3. Il signoraggio: Zeitgeist osserva come nel sistema economico del XX secolo molti paesi, primo fra tutti gli Stati Uniti, dipendano in tutto e per tutto dai grandi gruppi finanziari e dai proprietari delle maggiori banche. Le banche detengono un potere economico tale che possono favorire la candidatura di un presidente, far scatenare crolli della borsa, stabilire l’entrata in guerra del loro paese. In quest’ottica le guerre diventano eventi particolarmente fruttuosi per questi gruppi finanziari, quindi esse vengono fomentate, al prezzo della vita di milioni tra soldati e civili, Così per le prime due guerre, così per Vietnam, Afghanistan, Iraq e così via.
Nonostante alcune teorie possano comunque non convincermi, a mio parere questo film coglie bene come moltissime questioni di importanza planetaria, che modificano il nostro vissuto e che hanno modificato la nostra storia, siano sostanzialmente state nascoste e contraffatte ai nostri occhi. Per quanto sia spaventoso non ho problemi a pensare che il governo americano sia in grado di organizzare un autoattentato per giustificare una guerra, che alcuni grandi gruppi finanziari controllino paesi indebitati fino al collo (gli ultimi prospetti economici lo testimoniano), che insomma tutto questo sia VERO. Quello che ancora più mi disgusta non è che il mondo ha sempre funzionato così, che ci sono stati sempre i potenti e i deboli, che ci sono state le angherie e i soprusi, i ricchi e i miserabili, ma che ora la gente che potrebbe fare le rivoluzioni, che potrebbe ribellarsi a questo asservimento, che ora ha i mezzi e le conoscenze per costruire un mondo giusto, non viene più uccisa o repressa, ma corrotta, convinta, addormentata, resa terribilmente inconsapevole.
8 Luglio 2008 – I filmati

Ecco qualche filmato riguardante la manifestazione dello scorso 8 Luglio a Piazza Navona. Mi raccomando notate quella decina di scalmanati sperduti che attentano alla giustizia e alla democrazia con forconi e torce nelle mani, quei mostri mangiasangue che urlano frasi ignobili di fronte ai loro stessi bambini, che subito dopo fanno al cartoccio (perchè ricordiamoci che sono comunisti!) con un bel barbecue in piazza.
Ecco anche un filmato del sempre ottimo Marco (Tullio) Travaglio, che come sempre apre gli occhi a noi cittadini sullo schifo che siamo costretti a vedere, leggere e sentire ogni giorno da giornali e telegiornali. Non dimentichiamoci troppo in fretta i V-day, i libri come “La Casta” e “Se li conosci li eviti“, e ora Piazza Navona. Non sono mode passeggere, non sono best seller da moda. Sono voci importanti che ci ricordano che la Piazza può ancora parlare, dire la sua.
Nausea televisiva (8 Luglio 2008)

(Telespazzatura n°2)
L’8 Luglio scorso, è avvenuta presso Piazza Navona una manifestazione di dissenso (democratica e soprattutto pacifica) nei confronti di tutto il sistema politico in toto (quindi non solo contro il governo attuale), per denunciare le incredibili oscenità che da qualche settimana il governo tenta di far approvare come intercettazioni, lodo Alfano e compagnia bella. Inutile dire che la manifestazione non ha creato particolari problemi di disordine sociale, mentre i terremoti si sono prodotti nella (dis)informazione, tacciando la scesa nelle piazze di VANDALISMO, ANTICOSTITUZIONALISMO, GIUSTIZIALISMO, ATTACCO ALLE CARICHE DELLO STATO (quindi, a “Dio”), SCORRETTEZZA, VOLGARITA’, SVILIMENTO DEL GIROTONDISMO, BALSFEMIA, ANTICRISTIANESIMO, OPPOSIZIONE ALL’UNITA’ DELLA NAZIONE (?), anzi secondo un’ansa dell’ultima ora pare abbiano avvistato l’onorevole Di Pietro in una miniera di zolfo giocare a carte con uno strano tizio rosso con corna, coda e forcone, bevendo vino e bestemmiando i santi.
Aldilà della posizione che ognuno può avere nei confronti della manifestazione (esponenti di sinistra e persino un girotondino come Nanni Moretti non hanno approvato i modi di Di Pietro), che ovviamente e libera e personale, desidero SCAGLIARMI VIOLENTEMENTE ancora una volta con i media, e questa volta con la buffonata-Tg 4, che ha operato uno squallido e triste stravolgimento dell’informazione. Qui non si parla di essere pro o contro la manifestazione, ma di deformare la realtà!!! Emilio Fede ha dipinto con termini e facce da funerale l’evento come una catastrofe della democrazia, un attacco con tanto di missili e bombe alle istituzioni, una tragedia alfieriana. No, io non ci sto. Non posso credere che con foto maliziose, interviste manipolate e discorsi anche sgrammaticati (“FANGO è un AGGETTIVO”!!!!!!) si restituisca questa immagine di Piazza Navona dell’8 Luglio.
Nessuno si è concentrato sulle motivazioni che hanno spinto Di Pietro a questa scesa in piazza; tutti hanno sparato a zero sulle modalità, tirando fuori paroloni come demagogia, populismo, antipolitica. A me non importano le parolacce o gli slogan, io un cervello ce l’ho e so scindere la forma dal contenuto. E preferisco una verità con qualche parolaccia che il politichese delle bugie.
Epitaffi televisivi

(Telespazzatura n° 1)
Io non ho paura di morire. Considero la morte parte integrante della vita, la sua fine. Certo ovviamente chiunque abbia un minimo attaccamento alla vita vuole ritardare il momento della morte, ma dalla mia posso dire che da morto mi importerà molto poco della mia morte, di conseguenza non me ne preoccupo. Diciamo che mi concentro di più sul come morire, e su quello si, vorrei morire in un bel modo: un trapasso dolce, delicato, quasi impercettibile e piacevole, della serie “morte da infarto post amplesso”, “insufficienza epatica dovuta a eccessivo consumo di grassi e alcool”, o qualcosa del genere, ma di certo non vorrei qualcosa di violento tipo coltellaccio o morti da incubo affogamento-soffocamento. Certo nessuno di noi di norma può stabilire come morire, ma per lo meno può decidere ante quem come essere ricordato, insomma cosa fare della propria immagine da morto.
Semmai la sorte mi proponesse una morte orrenda, da telegiornale per intenderci, prego chiunque si occuperà di me di non permettere in nessun modo quei fastidiosi, irrispettosi e ridicoli oltre che irrispettosi, inquietanti, morbosi e irrispettosi EPITAFFI TELEVISIVI alla Studio Aperto* (o mio dio! Ho scritto “Studio Aperto” vicino alla parola “telegiornale” nonostante le due parole non c’entrino nulla tra loro!!!) che irrispettosamente propongono immagini di fotografie, letterine commosse e risentite, disegnini e mail che tessono le lodi del defunto, con tanto di dissolvenza incrociata, sottofondo musicale malinconico e voce melodiosa e rotta dal pianto della giornalista di turno che commenta il servizio.
Non mi soffermo a parlare tra l’altro di come la società di oggi produca semplicemente persone infelici e alienate, insoddisfatte e schiave di se stesse e del modo in cui vivono, che poi ovviamente impazziscono e distruggono se stesse e gli altri negli atti più violenti ed efferati che leggiamo sui giornali OGNI sacrosanto giorno (Cogne, Erba, Novi Ligure, Perugia, Lloret de mar, e mille altri). Sarebbe un argomento troppo avvilente e lungo da sviluppare per un singolo post.
E’ incredibile che si permetta uno svilimento della persona umana e della morte in questo modo. Io, fossi il morto, mi inca****ei come un animale. Senza contare che di solito vanno in gruppo questi servizi, con quelle penose interviste a persone DISTRUTTE dal dolore e costrette a rispondere piangendo davanti alle telecamere a domande come “Come si sente?”, “Le manca suo figlio?”, “Tornerà a una vita normale?”

Chiedo ai pochi che magari leggeranno questo post, per caso: come è possibile seguire questo genere di cose? Come si può dare corda a telegiornali e giornali del genere? Pura spazzatura che noi compriamo solo perchè non ci sono alternative? NOI, ripeto NOI decidiamo quale prodotto va bene e quale no, e coloro che fanno questi prodotti di informazione, se vogliono mangiare, devono darci quello CHE VOGLIAMO NOI. Io non voglio questo genere di giornalismo. Questo non è giornalismo, questo non è degno della Laurea in Lettere e Filosofia, che costa tanta fatica e sacrifici, questo non fa parte dell’etica del giornalismo, dell’amore per la cultura e l’informazione, del servizio che si fa a una comunità. Questo non fa parte di niente, è solo squallida prostituzione delle tragedie umane, morte e dolore di fronte a un obiettivo, che dovrebbe far aumentare l’audience, è logica di mercato.
* = ovviamente il discorso vale per QUALSIASI altro telegiornale presente su territorio nazionale
I giorni inesistenti della storia

Ricordo che qualche anno fa, su un quiz alla tv c’era una domanda che tirava in ballo il 10 Ottobre 1582. La risposta esatta fu abbastanza inaspettata per molti telespettatori credo. Da parte mia, avevo già letto da qualche parte i motivi della risposta. Essendo questa una piccola curiosità tanto interessante quanto inutile, mi piace l’idea di postarla come una di quelle curiosità storiche che non scrivo da un pò. La risposta esatta che rende tanto speciale questa data è che NON E’ MAI ESISTITA. Proprio così, nella storia del calendario occidentale le date che vanno (o sarebbero andate) dal 5 al 14 Ottobre 1582 non sono mai esistite. Detta con parole povere, la gente si è addormentata il 4 e si è risvegliata il 15. Perchè questo “salto temporale”?
Ovviamente per spiegazioni più approfondite vi rimando alle pagine di Wikipedia a riguardo. In pratica nel 1582, anno in cui era ancora in uso il calendario giuliano (quello di dodici mesi introdotto da Giulio Cesare), ci si era resi conto che questo tipo di scansione temporale produceva un errore di circa 7 giorni per millennio, per cui nel 1582 l’avvento della primavera (in concomitanza con l’equinozio) era anticipato di circa 10 giorni, per cui quell’anno la Pasqua andava anticipata appunto di dieci giorni. Questo avrebbe portato a uno slittamento della Pasqua sempre più grande alla quale il papa decise di porre rimedio. Gregorio XIII introdusse allora un nuovo tipo di calendario (calendario gregoriano), che prevedeva appunto la cancellazione dei 10 giorni di ritardo accumulati.
Vi consiglio di leggere tutte le curiosità attinenti all’argomento (per esempio il caso svedese, in cui la Svezia, rinunciando all’idea di cancellare così dei giorni e facendo molta confusione per addirittura più di un secolo, per ovviare al problema decise di ufficializzare un anno, il 1712 doppiamente bisestile. Proprio così, in Svezia in quell’anno il calendario segnava il 30 Febbraio.









