Le api stanno morendo

Agosto 23, 2008 at 2:32 pm (Eventi&Appuntamenti, Il CuriosaRio, Opinioni&Pensieri) (, , , , , , , , , )

 

“Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita” (A. Einstein)

Questa frase, sulla cui veridicità o meno vi rimando a questo sito, non è tanto importante che l’abbia detta Einstein o Paperoga, quanto che sia vera. I cambiamenti climatici, le emissioni tossiche, gli scarichi inquinanti, i campi elettromagnetici; l’intervento dell’uomo sulla natura sta devastando il pianeta da ormai TROPPO troppo tempo. Le api, che sono fondamentali per l’ecosistema e per l’uomo, in quanto non solo producono miele, cera, propoli, ma portando il polline in giro sono un elemento indispensabile per la crescita di piante e alberi da frutta, di verdure e in generale della flora spontanea. La morte di questi insetti (si parla del 50% negli U.S.A. e nel 2007 anche nel nostro Paese), la diminuizione della produzione di miele e danni ingenti nell’agricoltura di paesi come l’Italia, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, l’Argentina, stanno stravolgendo economia e ambiente.

Il fenomeno dello sterminio delle api (detto Colony Collapse Disorder, CCD) è ancora ricco di quesiti irrisolti. Alcuni pensano si tratti di una malattia genetica (il che colpisce violentemente una popolazione in cui gran parte dei componenti deriva da una sola ape regina), altri pensano che le onde elettromagnetiche dei telefoni cellulari ne provochino il disorientamento rispetto all’alveare, causandone la morte, infine su beppegrillo.it si parla dell’inquinamento dei corsi d’acqua e dei pesticidi nicotinoidi (che le stordiscono, disorientandole ancora). I risultati dei numerosi studi e i dati sui danni economici e ecologici sono più che allarmanti: bisogna diminuire le emissioni, eliminare il più possibile i pesticidi, smaltire i rifiuti tossici, punire chi infrange le regole di smaltimento. Bisogna assolutamente fare qualcosa e in fretta, perchè Einstein o meno c’è poco da fare: senza api siamo nei guai.

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