Noi vi schiacciamo!

Facciamo un pò il punto di una situazione che definire ridicola è poco. Alcuni interventi sui blog più famosi che gli amanti della Verità conoscono benissimo (www.voglioscendere.it, www.antoniodipietro.it, www.beppegrillo.it etc.) stanno registrando con sorprendente evidenza come l’opinione pubblica (quella vera, non quella dei dati percentuali sparati a caso dai politici nelle televisioni e sui giornali) che utilizza internet come fonte principal di notizie, accresciuta e sempre più crescente, STIA LETTERALMENTE SBUGIARDANDO QUEI PAGLIACCI DI GIORNALISTI e le loro testate maggiori, che operano una chirurgia della notizia, un taglia e cuci della cronaca per leccare sempre di più i piedi a chi paga loro lo stipendio… e guarda caso proprio in questi giorni decine di gogne mediatiche si allineano di fronte ad Antonio Di Pietro da Destra e da Sinistra, indiscriminatamente. Forse Di Pietro è l’unco vero argomento che tiene ufficialmente uniti i due schieramenti (dico ufficialmente perchè poi di nascosto sono più che uniti). Qualche esempio? Eccoli, e dato che voglio fare l’insegnante da grande, facciamo come la maestrina dalla penna rossa, sottolineamo gli errori, perchè le parole tutte hanno un significato:
LUCIANO VIOLANTE, PD, da Il messaggero.it……….voto 3: «Il leader di un partito politico che offende volgarmente la massima autorità della Repubblica (non ha offeso nessuno, semmai criticato), dovrebbe chiedere scusa e interrogarsi sulle conseguenze politiche delle sue posizioni, al limite della eversione. Inoltre colpiscono alcuni intrecci: l’onorevole Di Pietro ha un sodalizio politico con l’attore Beppe Grillo (sodalizio politico?), che si è distinto anche lui per volgari insulti al capo dello Stato. Altro sodalizio è con un bravo giornalista come Travaglio, leader della letteratura giudiziaria che si fonda sulla trascrizione di sentenze o atti giudiziari. [...] Al centro di questo sistema di relazioni c’è una campagna politica che sostiene una concezione vendicativa della giustizia e inquisitoria della politica (certamente volere i delinquenti in galera non è una “concezione vendicativa della giustizia”..no no, rifare Violante). Alcuni magistrati, che hanno inquisito, non si sa se in modo giusto o sbagliato, autorità politiche, diventano eroi. Di Pietro e i suoi sodali difendono con manifestazioni di piazza il capo di una procura che ha assunto decisioni assai discusse come la perquisizione a Catanzaro. Difendono un privato cittadino, il dottor Genchi, che possiede un archivio di numeri di telefono, anche riservati, e di conversazioni (errore, non ha conversazioni, ma solo tabulati di chiamate), che sembra incompatibile con la tutela della riservatezza in uno stato democratico.»
WALTER VELTRONI, PD, da Il corriere.it………..voto 4«Il ruolo e le parole del presidente della Repubblica non possono essere messe in discussione né essere oggetto di polemiche politiche strumentali»(strumentali?). In un momento difficile per il Paese, il presidente Napolitano rappresenta un punto di riferimento per l’intero Paese per il suo ruolo di garanzia, per la saggezza e l’equilibrio dei suoi interventi. Quanto accaduto a piazza Farnese, le frasi pronunciate da Di Pietro, gli striscioni esibiti sono inaccettabili e inqualificabili (esprimono un giudizio critico). Torniamo a esprimere al capo dello Stato la nostra piena solidarietà e fiducia»
DANIELE CAPEZZONE,PDL,…………..voto 4: «È gravissimo che, ancora una volta, Antonio Di Pietro provi a intimidire o a trascinare il capo dello Stato in polemiche politiche, o, peggio, in circostanze in cui il Quirinale funge da bersaglio per attacchi sgangherati e grevi» (giudizio fazioso ed esagerato a seguito di uno striscione che recitava “Napolitano dorme, l’Italia insorge”..maggiore obiettività Capezzone).
PIERFERDINANDO CASINI, UDC,………….voto 4,5: «Di Pietro umilia l’opposizione.» (tesi non argomentata sufficientemente)
FABRIZIO CICCHITTO, PDL,…….voto 4,5: «Idv partito qualunquista e forcaiolo.» (uso improprio della lingua)
Per chi vuole leccarsi i baffi:
- articolo-ridicolo farcito di stupidaggini a cura di Giovanni Sabbatucci, “Il Messaggero”;
- esempio mirabile di uso del mezzo giornalistico e della lingua italiana, con epiteti come “il buon Tonino”, iperboli come “provare l’ebbrezza di attaccare il colle”, salaci soprannomi come “il pensiero di Toni”, cambio improvviso di registro, pungenti chiusure romanzate come ”E forse, nel segreto delle sue stanze, l’ex pm avrà pensato che era meglio quando certe cose le diceva Beppe Grillo” nell’articolo di Nicola Imberti, “Il Tempo”.
Tutto questo per dire ai cari giornalisti e politici, che ogni frase, ogni parola detta, ha un preciso significato, un senso, delle ripercussioni. Per cui quando si scrive o si parla, di qualsiasi cosa, bisogna avere le prove di ciò che si dice, argomentazioni e soprattutto dire la VERITA’, perchè chiunque ragioni sulle loro parole capisce dopo 2 secondi che sono un mucchio di str****te faziose. Perchè come dice un mio splendido amico: “se vuoi parlare con me devi saper argomentare ciò che dici, perchè altrimenti ti schiaccio! (di argomenti, ndr)”
Il Cronovisore
E’ da parecchio tempo che non mi occupo di curiosità, storiche o scientifiche, vere o ipotetiche che siano, su questo blog. Dando una scorsa ai file del mio computer, mi è saltata all’occhio una vecchia pagina riguardante uno strano oggetto, davvero curioso e degno di interesse, sia dal punto di vista aneddotico che da quello fisico, perchè il quesito che tale invenzione pone è rilevante: si può veramente “guardare il passato”?
L’oggetto di cui sto parlando è il cronovisore, un macchinario pseudoscientifico inventato da un monaco benedettino, Pellegrino Ernetti (1925-1994) e che sarebbe stato conservato presso il Vaticano perchè potenzialmente pericoloso sia per la Chiesa che per tutta l’umanità, in quanto dare un’occhiata al passato avrebbe potuto rivelare segreti millenari di cui è meglio tacere. La macchna dovrebbe funzionare in base a una “traccia” energetica di natura visiva e sonora che le nostre persone lasciano, con il passare del tempo. Noi siamo energia, e l’energia non sparisce nel nulla, ma è registrabile se viene opportunamente decriptata. Ovviamente bisogna andarci con i piedi di piombo prima di gridare al miracolo o alla bufala: padre Pellegrino Ermetti, personaggio assai rispettato, dottore di Fisica e appassionato di scienze, disse di aver visto la Passione di Gesù, la rappresentazione della Tieste di Ennio, i discorsi di Cicerone, Napoleone e Mussolini, salvo poi essere messo a tacere dal Vaticano stesso. Certamente sono state smetite alcune presunte prove circa l’esistenza di questa macchina e che testimoniano il suo funzionamento, ma rimane comunque interessante capire se effettivamente una macchina del genere possa esistere e comprendere il perchè di tanta riservatezza da parte della Chiesa su quella che non dovrebbe essere nient’altro che un falso. Se quest’invenzione esistesse veramente sarebbe magnifico, si potrebbe fare ciò che l’uomo sogna da sempre, conoscere il proprio passato, rispondere a domande su noi stessi. Si potrebbe viaggiare, almeno con lo sguardo, nel tempo.
“Il libro della giungla” di Wolfgang Reitherman (1967)
(Cineforum n° 11)

“Il libro della giungla” è un romanzo per ragazzi scritto nel 1894 dall’inglese premio Nobel nel 1907 Rudyard Kipling, nonchè una tra le opere letterarie più famose del mondo. Racconta le vicende di un bambino allevato nella giungla indiana da un branco di lupi e, aiutato da altri animali a crescere, da altri invece insidiato, deve affrontare la tigre zoppa Shere Khan, che lo vuole uccidere. Il ragazzo riesce a ritornare al villaggio degli uomini, ma continua comunque a passare gran parte del suo tempo nella giungla, con la sua famiglia e i suoi amici e vivendo altre avventure.
Pur essendo questo libro famosissimo, in realtà pochi conoscono questa versione (la originale di Kipling) del racconto. Infatti i film d’animazione firmati Walt Disney hanno questa caratteristica: a volte il loro adattamento della storia finisce per diventare più famoso della storia stessa. Nel 19° classico della Disney infatti, tutta la storia è basata sull’Odissea di Mowgli dalla giungla al villaggio, sulle insidie che la prima nasconde, ma condita da personaggi simpatici e goffi, manca ovviamente l’atmosfera cupa e decisamente più seria che un’adesione maggiore a Kipling avrebbe sicuramente portato.
Cinematograficamente parlando, questo film è un capolavoro. Ultima opera a cui Walt Disney mise mano prima di morire, essa è un concentrato di elementi azzeccati, a cominciare dai personaggi: animati magistralmente, simpatici, conquistano subito il pubblico e reggono tutta la storia. Da Baloo a Re Luigi, passando per il colonnello Hathi e Kaa, anche i personaggi potenzialmente “pericolosi” diventano in realtà simpatici, e sopperiscono alla semplicità della storia. Il disegno è eccezionale, l’animazione varia spesso di velocità, ma è sempre perfetta, restituisce il peso dei corpi, antropomorfizza perfettamente i diversi animali rendendoli plasticamente, secondo uno stile slapstick tipico dell’animazione degli anni Sessanta, che qui tocca vette altissime. La musica di George Bruns e di Richard Sherman (compositori delle musiche de La bella addormentata nel bosco, La spada nella roccia, Robin Hood) è multiforme: avvolgente, esotica ed enigmatica nel fitto della giungla, squillante, orecchiabile e simpatica nelle scene più goliardiche, tra cui spicca la memorabile scena di Re Luigi, a cui diede la voce il celebre cantante jazz Louis Prima, e che vi propongo come spezzone di un film davvero unico, uno dei più riusciti alla Walt Disney, un autentico capolavoro.
Il 2009 porterà cambiamenti?

E’ da parecchio che non scrivo, sia per via delle vacanze di Natale, sia per vari impegni. Sono successe molte cose in questi giorni nel mondo (tra Israele e Palestina è la solita mattanza di povera gente, Silvio Berlusconi e i politici in generale hanno detto e fatto le loro porcate, Obama si è insidiato alla Casa Bianca etc.), ma non sento parlare che di crisi, di economia che va a rotoli, insomma mi sembra che il 2009 si stia aprendo come si è chiuso il 2008, e francamente sono anche stanco di parlare sempre di come le cose vanno male, perchè più le cose vanno male e più ci si annoia a parlarne. Probabilmente perchè non bisognerebbe parlarne, ma agire.
Approfitto della venuta dell’anno nuovo per fare un post un pò diverso, e pubblicare 5 notizie di questi giorni, o comunque di questi tempi, e cercare di fare un pò il punto sul 2009, che non penso possa portare quella ventata rvoluzionaria che ci si auspica, ma per lo meno potrebbe suggerire un nuovo smuoversi delle acque.

1) Israele e Palestina L’argomento più noioso, sebbene il più importante. Inutile dire cosa succede perchè è su tutti i giornali tutti i giorni da più o meno 60 anni. L’eterna lotta di due popoli per una sola terra, che perpetua semplicemente una delle lotte più sanguinose e cruente, nonchè lunghe, della storia contemporanea. Povera gente accatastata come bestie che viene sistematicamente uccisa, e non voglio propositamente parlare di ragione (anche se ho le mie idee) perchè ormai non c’è ragione, e non c’è nessuno a cui darla, c’è solo da dire BASTA a esplosioni quotidiane, bombe, missili, proiettili, morte di innocenti, tra cui moltissimi bambini. Non è umanità questa, è barbarie pura.

2) Berlusconi tra ipotetiche “astrologhe”, elezioni e Kakà Ormai sembra di sfogliare un libro di Mark Twain, solo che Tom Sawyer ha più di 70 anni e non ruba marmellata ma miliardi di euro. Il presidente del Consiglio non è un semplice ladro, un corrotto, un mafioso, ma è tutto questo costellato da una sorta di giovialità alla Pierino, per cui la fa grossa e ci scappa anche la pernacchia. Soprassediamo sul fatto che abbia piagnucolato come al solito che la tv è controberlusconiana (che è un pò come dire che i puffi vogliono mangiarsi Gargamella), ignoriamo che abbia chiamato Margherita Hack, un’astrofisica di statura internazionale, “astrologa” (che è come dire che Galileo era un cioccolataio), e guardiamo pure dall’altra parte quando, anzichè occuparsi degli affari dello Stato, si occupa di campagne elettorali del suo partito in Sardegna, in Abruzzo, a spese dello Stato stesso che dovrebbe servire, cioè noi. Ma Kakà no. E credetemi, non mi importa nulla se rimane o se ne va, ma ciò che mi fa andare in bestia è che questa cosa ha tenuto banco (e continua a farlo) per giorni nei principali giornali, fino a che non è arrivato il Cavaliere a dire: “i soldi non sono tutto nella vita” e a tenerlo stretto ancorato al Milan. All’italiano medio sta più a cuore il trasferimento di un calciatore che i problemi del suo paese. Un secchio per vomitare prego.

3) Obama alla Casa Bianca Barack Obama, il primo presidente di colore nella storia degli Stati Uniti, si insedia alla Casa Bianca promettendo aiuti alle famiglie più povere, rimedi anticrisi, soluzioni rinnovabili per l’energia e altro ancora. Tutti quanti noi speriamo che quest’uomo possa veramente cambiare le sorti di un paese così importante nello scacchiere internazionale (proabilmente il Re, dentro metafora) e che dia un impulso di sensibilizzazione realmente democratico al Paese e al mondo, che in alcune parti per tanto tempo ha preso a modello i costumi statunitensi. Tutto qui.

4) L’attacco a tappeto dei media su Di Pietro Ho sempre trovato interessante la figura degli untori di cui parla il Manzoni nei Promessi Sposi, e ciò che scatta loro quando, avvistato un sano tra i malati, tentano subito di rendere malato anch’esso. E’ crudele, illogico, e umano. Così, quando uno come Di Pietro, moralista convinto e assertore della trasparenza politica, ha qualche macchia sul parabrezza, subito i rognosi si gettano su di lui tacciandolo come ipocrita e vile, che predica bene e razzola male, per utilizzare un linguaggio caro ai suoi detrattori (qui la lettera di Vittorio Feltri a Di Pietro su Libero). Le accuse sono 2 e sono infondate: la prima riguarda alcune telefonate del figlio (peraltro non reo e dimessosi), la seconda riguarda Antonio Di Pietro e alcune sue proprietà che si dice abbia comprato coi finaziamenti del partito Idv. Detto fatto, la risposta impeccabile e trasparente di Di Pietro alle calunnie è sul suo sito (www.antoniodipietro.it), e la cosa più bella è che parte dei soldi che ha utilizzato per quelle proprietà, gli viene da cause vinte contro chi lo calunniava, e a quanto pare lo calunnia ancora. E lui si compra altre case : )

5) Decreto Gelmini, giustizia e procure, decreti sottobanco La cosa che più odio dell’Italia in questo momento è questa: “tanto rumore per nulla” diceva Shakespeare. L’Italia delle piazze, delle occupazioni, degli scioperi, è finita in una bolla di sapone. Il Palazzo lo sa, per cui ha due strade per evitare sommosse: Strada n° 1 Fa un decreto legge impopolare che porta milioni di persone nelle piazze, e mentre la gente è nelle piazze il governo arretra le sue pretese, cerca il dialogo, abbassa lo sguardo. Le piazze si svuotano ed ecco ce il decreto impopolare passa senza che nessuno lo sappia. IL DECRETO GELMINI E’ PASSATO, sotto il silenzio di tutti, che satolli delle loro sbandierate in piazza possono dire: “beh, ma io ho protestato almeno”. Che schifo. Strada n° 2 Il decreto legge impopolare viene presentato, discusso e approvato sottovoce, senza nemmeno farlo passare dai media (che pure sono loro). Così per quel decreto che permette al Tesoro di APPROPRIARSI DEI SOLDI dei conti dormienti (i conti dove la gente deposita i soldi, ovvero spesso i risparmi di una vita, e non li tocca) che non siano mobilitati entro 10 anni. Vale a dire che se nonna Maria non tocca i risparmi per i nipoti il ministero del Tesoro glieli porta via tutti, e tanti saluti. Certo, ti arriva una lettera di avviso, ma a parte la discutibilità della legge ( i soldi sono del risparmiatore e basta), cosa succede ad anziani, stranieri, residenti all’estero, per cui il non ricevere o non capire una lettera costa loro i risparmi di una vta? ATTENZIONE DUNQUE AL PROVVEDIMENTO!!! (per info andate sul sito di beppe grillo e qui c’è il testo della legge).
Cosa è cambiato dunque dal 2008 al 2009 nel mondo e in Italia? Nel mondo assai poco, in Italia direi nulla. E se lo ha fatto è stato solo in peggio. Il nostro è un paese del Nord del mondo che non merita di starci, che vive di soldi che sta rapidamente perdendo, insieme a cultura, immagine, e soprattutto intelligenza. La colpa non è solo della politica, della finanza e della mafia (wow! tre sinonimi in una sola frase), ma di queste tre forze e di coloro che permettono a queste di spadroneggiare. L’italiano che vota male, che è disinformato, che è ignorante o stupido, che è menefreghista e disinteressato, merita questa Italia. Per i rimanenti, come dicevano alcuni comici qualche anno fa, c’è solo da scegliere tra la torta di riso e prenderlo nel di dietro, e la torta di riso è finita.










