Gli avvoltoi sopra Eluana

Febbraio 27, 2009 at 1:50 pm (Opinioni&Pensieri) (, , , , , , , , , , , )

Ora basta. Divento cattivo. Propositamente su questo blog cerco di non parlare di casi particolarmente importanti come possono essere il caso Englaro, Cogne, Erba, Perugia, aborto, eutanasia e altri temi molto importanti. Non è questa la sede migliore per parlarne, se ne parla già troppo altrove, e comunque non sono un cronista o chissà cos’altro. Il mio blog non si occupa di lanciare dibattiti (o per lo meno non su questi argomenti così delicati) sui massimi sistemi, tanto è vero che molte cose le do per scontate, in quanto già lette su giornali e viste in tv.

Questa volta però, lo sconcerto mio e penso di molti è tale che non posso tacere.

NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE PARLARE DI COSA SIA GIUSTO O INGIUSTO FARE SU UN CASO COME QUELLO DI ELUANA, perchè la mia posizione è semplice anche se inconcludente: non sappiamo darci delle certezze in materia di vita, per cui NESSUNO, RIPETO NESSUNO, PUO’ ARROGARSI IL DIRITTO DI PRETENDERE DI SAPERE COSA FARE in una situazione così delicata come quella di Eluana Englaro.

Seconda cosa che voglio dire è che qualsiasi sia stato l’epilogo di questa vicenda, siamo stati di fronte a un fatto DRAMMATICO, che richiede il massimo rispetto delle parti in causa, prima di tutto della famiglia, che ha vissuto per molti anni un incubo e la cui vita è stata distrutta da un evento da non augurare a nessuno.

Ora, l’opinione pubblica ha seguito da fin troppo vicino il caso di questa ragazza così come quello di tante altre persone, ed è comprensibile che delle storie vengano raccontate per sensibilizzare e promuovere un dibattito etico. Ma ciò che assolutamente non è sopportabile, è il VERGOGNOSO SFRUTTAMENTO MEDIATICO che di questa storia è stato fatto. Mi vergogno profondamente per chiunque ha perpetrato questo scempio. Quella povera ragazza è stata seguita per mesi e mesi nei suoi spostamenti ospedalieri, sono state fatte molte trasmissioni anche scadenti sul suo caso, e ora, NONOSTANTE SIA MORTA, si continua a speculare su di lei, a rosicchiare qui brandelli di carne rimasti attaccati alle sue ossa. Volteggiano i giornalisti, con i microfoni stretti sulle zampe e il becco sporco di sangue.

Un esempio? Guardate come il Tgcom riporta la notizia (di cui parlerò tra poco) della denuncia alla procura di Udine che un comitato, il comitato Verità e Vita, ha esposto contro il padre (il padre!!!) di Eluana, Beppino Englaro. Dopo un breve resoconto dei fatti, ecco lo “Zoom”: una cronostoria del loro accanimento mese per mese, che si accompagna a sezioni come “GALLERY” e “DI’ LA TUA” degne del calendario Pirelli o dei sondaggi sul cinepanettone. Uno schifo. Ecco qual è il vero omicidio: l’accanimento sulla notizia sensazionalistica, che non è sensazionalistica per nulla, è solo il dramma personale di una famiglia che diventa di pubblico dominio, che diventa reality, che diventa intrattenimento da quattro soldi, frutto giornalistico da spremere e spremere ancora, fino a che non goccioli l’ultima riga d’inchiostro. Questo significa uccidere Eluana Englaro, toglierle anche l’ultimo residuo di normalità (la morte), di una vita che normale non era.

Non mi soffermo più di tanto, perchè non lo meritano, su quegli arroganti del comitato Verità e Vita, che si fanno paladini del valore della vita, COMUNE A TUTTI e che credono sia loro prerogativa. Denunciare il padre per omicidio volontario è un’offesa alla dignità e all’intelligenza umana, una dimostrazione di stupidità, ignoranza, indottrinamento e idiozia, che al di là di ogni convinzione religiosa non tiene conto del dramma vissuto da un padre che prende, dopo 17 anni di sofferenze, una decisione tanto tragica quanto dolorosa. Al comitato dico che dopo Verità e Vita manca una terza V. Vaffan***o.

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Franco Battiato: poesia e musica

Febbraio 18, 2009 at 4:12 pm (Musica) (, , , , , , , , , , , )

Nell’attuale panorama musicale italiano, uno dei pochi cantautori veramente degni di tale nome è, a mio avviso, Franco Battiato. L’artista siciliano, che può risultare difficile all’ascolto del pubblico più vasto (soprattutto in virtù dei suoi primi lavori, tesi alla protesta politica prima, alla sperimentazione d’avanguardia dopo), custodisce all’interno della propria discografia un numero non indifferente di stili musicali attraversati nel corso di quasi un quarantennio, che spaziano dalla musica leggera al progressive rock, da contaminazioni di musica etnica sino al pop, formula che comunque non ha fatto perdere al cantautore quella capacità di mescolare accuratamente diverse sonorità, ritmi ballabili e citazioni colte. Da ciò il mio titolo: poesia e musica. Infatti di fronte a musicisti del calibro di Battiato (o magari di un De Andrè), ci si chiede sempre quale sia il limite tra un testo musicale e un testo che porta con sè quello “shock emotivo”, per dirla con T. S. Eliot,  proprio della poesia.

A mio avviso Battiato è uno di quegli autori che vanno sempre ascoltati, non solo per la sua sapiente e meravigliosa alchimia di materiali musicali o per la capacità di affrontare con una raffinata ironia temi centrali e tuttora odierni (sostanzialmente per me la società rispecchia ancora quei clichè fastidiosissimi che ritrovo in una canzone come Bandiera bianca, per esempio), ma soprattutto per la volontà di introdurre elementi culturali (non solo dunque musicali, ma anche filosofici per esempio) a noi lontani rendendoceli quasi quotidiani, poichè intessuti di conoscenza popolare, attraverso un linguaggio semplice. In parole povere Battiato tesse a mio avviso la quotidianità di un preziosismo che non stride, ma anzi fa assimilare senza traumi all’orecchio comune ciò che esso, per una sorta di pigrizia congenita, non ascolterebbe mai.

Detto ciò, dato che questo post suona troppo raffinato (e quindi poco in linea con la bravura di Battiato), dico moto spartanamente che chi vuole saperne di più sul cantautore catanese può senz’altro andare sulla pagina di Wikipedia dell’artista, o sul suo sito ufficiale. I suoi più grandi successi sono noti a tutti per la loro popolarità, da Centro di gravità permanente alla stupenda La cura (la mia preferita tra le canzoni d’amore), da E ti vengo a cercare a Sentimento nuevoVoglio vederti danzare. Personalmente invito nuovamente ad ascoltare la sua buona musica, e perciò vi posto due dei suoi pezzi che preferisco, appunto Bandiera bianca e E ti vengo a cercare. Buon ascolto! :)

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Piergianni Prosperini

Febbraio 6, 2009 at 2:10 pm (Opinioni&Pensieri, Politica) (, , , , , , , , , , , , )

Quando un uomo parla al cospetto di un pubblico, si presume che gli ascoltatori possano o meno essere d’accordo con ciò che egli dice, qualsiasi argomento esso sia. Certamente, nel campo dell’attualità (intesa come momento di riflessione su problemi controversi solitamente di carattere sociale), non esiste per definizione un’opinione GIUSTA o SBAGLIATA, ma la condivisione più o meno ampia di tale opinione può suggerirne indicativamente la validità.

Ora voglio proporvi le opinioni di un uomo, che è per giunta Assessore ai Giovani, Sport, Promozione Attività Turistica, che usufruisce di uno spazio televisivo settimanale autogestito su una rete locale lombarda. Sto parlando di Piergianni Prosperini. La sua attività politica ve la risparmio, potete leggerla qui. Voglio proporvi però dei filmati che girano spesso su youtube e che sono raccolte di spezzoni di quella stessa trasmissione che lo ospita la mattina. Potrete pensare che il montaggio sia una strumentalizzazione, ma basta collegarsi una mattina e ascoltarlo per intero e vi renderete conto che il messaggio non cambia molto.

Ora, le opinioni sono opinioni. Ognuno può avere, in merito a questioni come l’immigrazione e la clandestinità (attenzione! Queste due parole non sono sinonimi!!), il crocifisso in classe, la religione, l’amministrazione pubblica, la propria idea. Ma io vorrei soffermarmi non tanto sulle proposte di quest’uomo, o sul suo linguaggio (anche forbito, corretto, ricco di spunti che mostrano un’ampia cultura, come per esempio quello sfoggiato in un’intervista su Il Giornale, di cui poi chiese scusa)

intervista a Il Giornale:

«Non ho niente contro di loro. Convivano pure. Ma l’omosessualità è una devianza. Quindi niente famiglia e niente adozioni. Il gay dichiarato non può essere né insegnante, né militare, né istruttore sportivo … Ha visto il fotomontaggio di Benedetto XVI con il dito alzato? Ci provino con la faccia di Maometto se hanno i coglioni! Garrotiamoli, ma non con la garrota di Francisco Franco. Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta attorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia»

«(il giovane, ndr) Sente che la droga raddoppia la potenza sessuale, facilita i rapporti, toglie la fatica, e così… ciula Marisa dammene dieci pastiglie. Perciò ci vuole il modello Singapore: lo stendi sulla panchetta, ten ten ten, dieci nerbate. Inutile sporcargli la fedina penale: equivale a escluderlo dalla vita. Col marchio di Caino lo perdiamo per sempre. Che poi ’sto Caino a me è pure simpatico». Ah sì?
«Vorrei vedere lei, con un fratello fannullone e anche un po’ (censura) come Abele. Tutto il giorno a suonare l’ocarina mollemente sdraiato fra le pecore, mentre il povero Caino sudava come una bestia nei campi con l’aratro. Abele di qua, Abele di là… Macché Abele e Abele! Viva Caino».

bensì sui pincìpi che quest’uomo propugna: quest’uomo porta avanti idee faziose, razziste e violente: parla di tortura giusta, di pena di morte, parla di guerra santa!! Parla di sangue e schioppettate, parla degli stranieri come di bestie, parla della Sinistra come di una frangia partitica sanguinaria che vuole gli stupri, vuole gli assassini, vuole i pedofili, in nome di non si sa quale ideologia.

Ora, che nessuno voglia gli stupri e le efferatezze che accadono ogni giorno mi pare ovvio, la giustizia non è di detra nè di sinistra. Che l’affluenza immigratoria nel nostro paese porti anche molti criminali è un dato assodato, e non oserei mai smentirlo, ma qui c’è un errore di concetto. Quest’uomo crede che una razza sia migliore di un’altra, propugna i valori cristiani delle crociate (basta sentirlo parlare di Vienna, di Lepanto, basta guardare i suoi calendari), che hanno portato solo incomprensione e morte tra Occidente e Oriente, quest’uomo si fa portavoce di una nazione inesistente come il Nord Italia, che non esiste, perchè l’Italia è una sola e Nord e Sud dovrebbero sentirsi solidali, fratelli, aiutarsi a vicenda (e in questo anche il Sud ha le sue belle colpe, lo dice uno che appartiene a entrambi gli schieramenti). Prosperini si contraddice: parla dell’Islam come di una civiltà primitiva e arretrata, priva di cultura, non evoluta, ma allo stesso tempo elogia alcuni (non tutti) elementi della loro stessa giurisprudenza, come la pena di morte e la violenza punitiva.

A violenza non si risponde con violenza, non si discrimina qualcuno perchè omosessuale o perchè proveniente da un altro paese. Quest’uomo invece lo fa, in virtù di una superiorità etica, morale data dal fatto di essere un cristiano del nord Italia. Si potrebbe dire di me che sono di sinistra, che sono troppo buono nei confronti dei criminali, che voglio stupri e pedofilia, ma niente di ciò è vero. Io ESIGO giustizia come e più di Prosperini, ma la voglio a forza di leggi e non di manganellate. Leggi dure, severe, ma leggi giuste, che non discrimino qualcuno per la sua nazionalità (perchè a fronte di 1 straniero che stupra una donna ce ne sono parecchi di più che lavorano onestamente).

L’integrazione degli stranieri è possibile nella misura in cui si rispetta il canone giuridico del Paese ospitante (cosa che Prosperini dice, ma non soffermandosi sulle inadeguatezze di tale canone), ma soprattutto RISPETTANDO chi è diverso (che non vuol dire fargli fare il proprio comodo). Il mondo islamico è molto complesso, diverso dal nostro e di certo per molte cose ai miei occhi non condivisibile, ma questo non può e non dev’essere motivo di scontro. Da questo sorge una società divisa, malata, nella quale brulicano i reati, dove regna la violenza e l’incomprensione. Ho già citato una volta Gandhi, dedicandogli anche un post, ma mi sembra doveroso ripeterlo:

“Occhio per occhio e il mondo diventa cieco”

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