Franco Battiato: poesia e musica

Nell’attuale panorama musicale italiano, uno dei pochi cantautori veramente degni di tale nome è, a mio avviso, Franco Battiato. L’artista siciliano, che può risultare difficile all’ascolto del pubblico più vasto (soprattutto in virtù dei suoi primi lavori, tesi alla protesta politica prima, alla sperimentazione d’avanguardia dopo), custodisce all’interno della propria discografia un numero non indifferente di stili musicali attraversati nel corso di quasi un quarantennio, che spaziano dalla musica leggera al progressive rock, da contaminazioni di musica etnica sino al pop, formula che comunque non ha fatto perdere al cantautore quella capacità di mescolare accuratamente diverse sonorità, ritmi ballabili e citazioni colte. Da ciò il mio titolo: poesia e musica. Infatti di fronte a musicisti del calibro di Battiato (o magari di un De Andrè), ci si chiede sempre quale sia il limite tra un testo musicale e un testo che porta con sè quello “shock emotivo”, per dirla con T. S. Eliot, proprio della poesia.
A mio avviso Battiato è uno di quegli autori che vanno sempre ascoltati, non solo per la sua sapiente e meravigliosa alchimia di materiali musicali o per la capacità di affrontare con una raffinata ironia temi centrali e tuttora odierni (sostanzialmente per me la società rispecchia ancora quei clichè fastidiosissimi che ritrovo in una canzone come Bandiera bianca, per esempio), ma soprattutto per la volontà di introdurre elementi culturali (non solo dunque musicali, ma anche filosofici per esempio) a noi lontani rendendoceli quasi quotidiani, poichè intessuti di conoscenza popolare, attraverso un linguaggio semplice. In parole povere Battiato tesse a mio avviso la quotidianità di un preziosismo che non stride, ma anzi fa assimilare senza traumi all’orecchio comune ciò che esso, per una sorta di pigrizia congenita, non ascolterebbe mai.
Detto ciò, dato che questo post suona troppo raffinato (e quindi poco in linea con la bravura di Battiato), dico moto spartanamente che chi vuole saperne di più sul cantautore catanese può senz’altro andare sulla pagina di Wikipedia dell’artista, o sul suo sito ufficiale. I suoi più grandi successi sono noti a tutti per la loro popolarità, da Centro di gravità permanente alla stupenda La cura (la mia preferita tra le canzoni d’amore), da E ti vengo a cercare a Sentimento nuevo, Voglio vederti danzare. Personalmente invito nuovamente ad ascoltare la sua buona musica, e perciò vi posto due dei suoi pezzi che preferisco, appunto Bandiera bianca e E ti vengo a cercare. Buon ascolto!










Lorenzo ha detto,
Febbraio 18, 2009 a 4:25 pm
ovviamente non dimenticate “La cura”, a mio avviso il suo capolavoro…
moksna83 ha detto,
Febbraio 26, 2009 a 7:23 pm
Il primo album, Fetus, è un’icona dello sperimentalismo…! Ve lo consiglio…
egdbvhvfhvyvh ha detto,
Giugno 19, 2009 a 1:30 am
a mio avviso di battiato si può dire senza esitazione che abbia un inesauribile gusto per l’ avanguardia, la profondità del dramma, e la dissacrazione; ma come in ogni grande genio, questo non è mai imposto all’ evidenza.