Paul McCartney è davvero morto?

Maggio 22, 2009 at 2:03 pm (Il CuriosaRio, Musica) (, , , , , , , , , , , , , )

A volte le leggende metropolitane conservano ben poco della realtà iniziale che le ha prodotte, ma diventano incredibilmente suggestive, evocano un certo alone di mistero che incanta anche il più razionalista degli ascoltatori, convincendolo che difficilmente tante coincidenze possano essere casuali (la coincidenza è uno dei meccanismi più noti all’interno delle leggende metropolitane).

Che siano verità incredibili o fatti non verificatisi, o ancora una volta menzogne, ciò che mi preme sottolineare è che hanno una grande forza attrattiva, e per questo motivo spesso vengono utilizzate ad arte per avvolgere un evento o un determinato personaggio di una certa magia, di un’originalità inconsueta, a volte trasfigurandolo nel mito (con buon gioco di chi ci crede, perchè a volte è anche bello credere a ciò che in fondo si sa non essere vero). In questa puntata mi occuperò di una leggenda molto diffusa e anche documentata, cioè la famosa PID (Paul Is Dead) [sito in inglese], ovvero la leggenda che si occupa della presunta morte, nel 1966, di Paul McCartney [pagina Wikipedia in italiano], bassista dei famigerati The Beatles.

Si narra infatti che Paul McCartney (quello vero), rimase vittima di un incidente stradale, avvenuto dopo aver abbandonato gli studi di registrazione in seguito a una lite con la band, il 9 novembre del 1966. Alla morte del bassista, i Beatles avrebbero deciso di sostituire Paul con un sosia, egualmente bravo, egualmente mancino, praticamente identico. Ora, questa leggenda non si avvale certo delle affermazioni che il “finto” Paul e gli altri membri del gruppo hanno sostenuto durante gli anni in cui questa leggenda si diffuse (è del 1969), bensì si avvale di una serie fittissima di elementi presenti nelle loro canzoni, direttamente nei testi o indirettamente in copertine e nastri riascoltati al contrario. Moltissimi di questi elementi li potrete trovare nel documentario qui sotto, che sebbene non mi convinca affatto di questa tesi*, dimostra per lo meno come sia probabile che i Beatles stessi giocassero molto sulla leggenda, sfidando ai fan a riconoscere i vari messaggi sparsi nelle loro canzoni.

* è davvero improbabile, come suggerisce anche chi mi ha illuminato sull’argomento (un grazie a Giuseppe) che abbiano trovato una persona esteticamente identica a Paul McCartney, con lo stesso talento musicale e la stessa capacità strumentale, contando anche sul fatto che Paul era mancino e che suonava il basso da mancino, ovvero a corde invertite.

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