L’Aquila tra G8, promesse e polizia

A quattro mesi dal tragico e disastroso evento sismico che ha colpito la città dell’Aquila e i paesi limitrofi, vorrei capire che cosa è cambiato, cosa è stato fatto, cosa è successo in quelle zone così incredibilmente danneggiate nel profondo non solo in termini di danni alle costruzioni, ma anche di economia, di socialità e anche di psicologia dei loro abitanti.
I giornalisti non passano più tra le tende blu a chiedere ai terremotati come stanno. Da una parte questo è positivo, (perchè sinceramente il becero giornalismo alla Studio Aperto è senz’altro meglio evitarlo), ma dall’altra parte ci si rende bene conto di come il terremoto all’Aquila non faccia più notizia, e di conseguenza sia meglio puntare i teleobiettivi sui Grandi 8 che tra shopping e commozione prendono (?) le decisioni più importanti per il pianeta e fanno le foto di rito in doppiopetto, dimenticandosi di chi sta sotto una tenda da mesi.
Non voglio ovviamente drammatizzare su rete nazionale l’effetto tendopoli: non mi sembra salutare mettere ancora davanti la telecamera la disperazione di persone che hanno perso molto o addirittura tutto (lavori, auto, case o nel peggiore dei casi parenti) per riempire telegiornali e riviste. Vorrei però che si desse voce a queste persone: vorrei che si sapesse che cosa hanno da dire gli aquilani, che cosa pensano loro dei finanziamenti d’emergenza, delle opere della protezione civile, del piano di ricostruzione, delle promesse che sono state fatte. Si badi bene, non voglio che tutto questo sia visto come la volontà di sollevare un mare di veleno. All’Aquila sono state fatte cose positive, molta gente si è dimostrata disponibile e altruista, personalmente conosco famiglie che hanno aiutato gli aquilani, li hanno ospitati e sostenuti senza alcun tornaconto. Conosco anche però la faccia meno umana degli aiuti dati agli aquilani, quella mano data loro senza rispetto e anzi con umiliazione, che fa pesare loro l’aiuto che stanno ricevendo, che peraltro non è nemmeno molto. Vorrei solo che tutto questo, aspetti positivi e negativi, venissero registrati, vorrei che ogni terremotato potesse dire “hanno fatto queste cose e sono contento di questo, scontento di quest’altro” e che qualcuno li ascoltasse, perchè nessuna tv mi dice se gli aquilani sono contenti dell’aiuto che il nostro Paese sta dando loro, nessuno mi dice se stanno vedendo dei soldi, se stanno vedendo le loro vite migliorare, se pensano di vedere la fine del tunnel. Guardo la tv e vedo che tutto è sotto controllo, che la protezione civile sta facendo così disumane, che addirittura l’Aquila è un luogo talmente ben organizzato che ci si può ospitare il vertice dei grandi potenti, che l’Aquila ha messo in atto una politica di sicurezza incredibile (è piena di poliziotti, carabinieri, persino la guardia forestale è per le strade) per evitare disordini diplomatici, che l’Italia come gli altri paesi stanzia soldi per risolvere la fame nel mondo. L’incubo del terremoto sembra risolversi in un magico lieto fine da cartone animato, ma nonostante questo l’Aquila ha ancora molti dubbi, molta (s)fiducia e molta paura.
[Inutile dire che chiunque voglia dire la propria può utilizzare questo blog senza problemi. Chiunque, aquilano o meno, sapesse fornire notizie circa la condizione degli amici aquilani terremotati non esiti a commentare su questo post tutte le informazioni possibili]









